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Il governo trema ancora

Stefano Candiani e la droga, bomba sul grillino: "Fosse per lui avremmo i cannaioli in tutte le piazze"

9 Maggio 2019

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È stato Matteo Salvini, mercoledì sera a Otto e mezzo, a far esplodere il caso cannabis. "Su questo con il Movimento 5 Stelle ci litigo e sono pronto a mandare a casa il governo". La linea tracciata dalla Lega è chiara: chiudere i cannabis shop. E sul punto si rischia la rottura con i 5 Stelle, molto più anti-proibizionisti. Il sottosegretario grillino Carlo Sibilia, non a caso, è stato categorico: "Per me è un tema che non esiste. Se ci sono dei business irregolari, illegali vanno chiusi tutti. Se ci sono delle attività lavorative che sfruttano i lavoratori, che non pagano le tasse, devono essere sanzionati, perseguiti in base alle leggi vigenti. Non è che uno si sveglia la mattina e chiude un esercizio commerciale, è un tema che non è sul tavolo. Noi dobbiamo invece pensare a fare aprire quante più attività possibile. Siamo la nazione che basa la propria economia sulle piccole e medie imprese, devo pensare a farle stare tutte in piedi e a farle lavorare al meglio".



Parole che non sono affatto piaciute al leghista Stefano Candiani, fidatissimo braccio destro di Salvini e sottosegretario agli Interni: "Sibilia parla, parla, parla... ma parla a che titolo? Prima scienziato ora esperto di Vigili del Fuoco, salute, enti locali, piccole e medie imprese, antimafia e commercio. Ormai si infila in qualsiasi anfratto, sparandola grossa pur di esserci. Ma francamente non si capisce più a che titolo parla. Scambia le piccole e medie imprese, che danno lavoro sano, con i negozi di cannabis che vendono droga e kit per farsela in casa. Se dovessimo lasciare fare a chi la vede come lui ci troveremmo presto i cannaioli al posto dei caldarrostai nelle piazze d'Italia. Robe dell'altro mondo!". Come dire, via al "dialogo".


Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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