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Senza indugi

Matteo Salvini, sfida ai magistrati sulla Diciotti: "Io a testa alta, le accuse loro fantasie

16 Marzo 2019

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Tra pochi giorni, in aula al Senato, il voto sul processo a Matteo Salvini sul caso Diciotti: i parlamentari sono chiamati a decidere se spedirlo alla sbarra oppure no, così come richiesto dal tribunale dei ministri di Catania, che per la vicenda della Ong ipotizza il reato di sequestro di persona. E del voto, il ministro dell'Interno, ne parla nel corso di un comizio a Lauria, provincia di Potenza, dove si trova per la campagna delle elezioni regionali: "Andrò a testa alta in Senato", premette. Dunque aggiunge: "Facciano come credono", il riferimento è agli onorevoli (il voto dovrebbe essere contrario al processo). Poi, la sfida ai magistrati: Salvini, infatti, parla di un reato che "fantasiosamente mi viene imputato". E ancora: "Se mi processano per aver difeso i confini ne sarei orgoglioso". Dunque, un'altra stoccata. Il vicepremier leghista afferma che "la riforma della giustizia è un tema importante, ma è meglio che non ne parli perché ho un po' di problemini in giro".

Si parla, ovviamente, anche del voto della prossima domenica, al quale "guarderanno le tv e i governi di mezzo mondo, se andrà come credo sarà il modo migliore per andare a vincere le elezioni europee e cambiare questa Europa che sta massacrando l’Italia", afferma Salvini. Probabile, anche in questo caso, un'ascesa della Lega a fronte di un nuovo, clamoroso e rovinoso, flop degli alleati di governo, il M5s di Luigi Di Maio. Ma in ogni caso, l'inquilino del Viminale esclude la crisi di governo: "Siamo in due al Governo. Non prendo i meriti che dobbiamo prenderci al 50 per cento, ho idee diverse ma sono una persona corretta e leale, poi abbiamo visioni diverse. Se la Lega vince in Basilicata il governo non salta, la mia parola vale più dei sondaggi", ha concluso Salvini.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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