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Il furbetto di Avellino

Antonio Di Maio, il padre del grillino su Facebook confessa: evasore per necessità, "lasciate stare Luigi"

3 Dicembre 2018

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Dopo l'ultima puntata de Le Iene, che ha ulteriormente inguaiato la famiglia di Luigi Di Maio, scende in campo il padre, Antonio Di Maio. Su Facebook, infatti, legge una lettera in cui si scusa pubblicamente per la vicenda dei lavoratori in nero e chiede di non coinvolgere suo figlio, il vicepremier grillino. "Essere un piccolo imprenditore non è facile, soprattutto quando le commesse non vengono pagate - premette Antonio Di Maio -. Quando c'è crisi e a volte si ha paura di non poter andare avanti. Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero, per carità, ma l'ho fatto perché in quel momento non trovavo altre soluzioni a una situazione difficile". Insomma, il signor Di Maio si dipinge come un evasore "di necessità". "Io ho certamente commesso degli errori, delle leggerezze di cui mi prendo tutta la responsabilità. E, come ho già detto, sono pronto a rispondere dei miei errori ma dovete lasciar stare la mia famiglia - ha chiesto -. Ribadisco che i miei figli non c'entrano nulla con tutto questo. Ho nascosto i miei errori per un motivo banale che per me era importante: avevo paura di perdere la loro stima. Cosa che forse è accaduta comunque", ha concluso.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Commenti all'articolo

  • cassariniattilio

    03 Dicembre 2018 - 20:08

    Non si accorgeva di quello che succedeva in casa sua,. Adesso guida il paese. Aiuto !!!!!

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  • Happy1937

    03 Dicembre 2018 - 18:06

    Francamente il Padre della Boschi e quello di Di Maio li metto sullo stesso piano, entrambi fregavano per interesse proprio. Anche i figli : la Boschi contattava gli AD delle Banche per levare le castagne dal fuoco al Padre, Giggino fa il Ministro della struttura che dovrebbe indagare sul lavoro in nero ingaggiato dal Padre ,che probabilmente come pagava in nero incassava anche in nero.

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  • rossini1904

    03 Dicembre 2018 - 17:05

    PER NECESSITÀ. Due paroline in nome delle quali si commettono e si giustificano le peggiori porcherie: lavoro nero, evasione fiscale, abusivismo edilizio, inquinamento dell'ambiente, furto, spaccio e così via. Ma se questi sono i valori che papà Di Maio ha insegnato al figlio, che cosa ci si potrà attendere da lui ora che ha messo le mani nell'armadio dove è custodita la marmellata?

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