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La telefonata

Feltri a Belpietro: la legge è fascista e i politici cialtroni

27 Settembre 2012

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La legge che prevede la galera per i reati a mezzo stampa "è una legge fascista, iniqua e assurda che nessuno ha mai voluto cambiare: esiste solo in Italia, in qualsiasi altro paese occidentale è stata abolita da tempo". Così il fondatore di Libero e editorialista del Giornale Vittorio Feltri, commenta alla Telefonatà di Maurizio Belpietro, in onda su Canale 5,  la sentenza della Cassazione che  ha confermato 14 mesi di carcere al direttore del Giornale Alessandro Sallusti. E attacca il sistema politico italiano, fatto di "cialtroni" che "se ne infischiano della libertà di stampa e di pensiero" e non hanno "mai fatto nulla per cambiare una legge assurda". In galera, continua, "non ci finisce nessuno di quelli coinvolti negli scandali delle Regioni, è assurdo che ci finisca un giornalista".

L'auspicio "Mi auguro che entro 30 giorni il ceto politico, vergognoso, riesca a fare quello che non ha fatto in 60 anni, e cioè cambiare questa legge", insiste Feltri, "un decreto si fa in 5 minuti: nel giro di 3 mesi si può trasformarlo in legge, magari perfezionandola poi". E spiega provocatorio: "Basta copiare un qualsiasi codice di un Paese europeo o occidentale. L’Italia è rimasta come la Corea del Nord, cosa di cui dovrebbero preoccuparsi non solo i giornalisti e i politici, ma anche gli stessi cittadini italiani che non sentono come bene primario la libertà di pensiero ed espressione". Quindi parla di "accanimento giudiziario": il "vero problema è di non mettere nelle mani dei magistrati delle armi improprie, e questo lo può fare solo il potere legislativo"

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