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Crollo Genova, il dolore dei parenti delle vittime: ora giustizia

La voce commossa della nonna di Andrea, domani compie 90 anni

14 Agosto 2019

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Roma, 14 ago. (askanews) - E' il giorno del dolore, è il giorno della commozione, della preghiera, dell'abbraccio di tutta Genova, è il giorno del ricordo e della memoria. Ma è anche il giorno del riscatto, della rinascita. A un anno dal crollo del Ponte Morandi a Genova, i familiari delle 43 vittime della tragedia si stringono in un unico abbraccio e chiedono giustizia.

A parlare, a nome dei parenti delle 43 vittime, è Egle Possetti, rappresentante dei familiari, nel corso di una commossa commemorazione celebrata a Genova, alla presenza dell'intero governo. "Stiamo sopravvivendo da un anno e vorremmo provare a vivere nuovamente ma è come una montagna infinita da scalare. Non possiamo pensare di non abbracciarli più, di non vedere più i loro sorrisi, ma per la loro memoria, dobbiamo avere grande determinazione nella ricerca della verità".

E ancora: "Nel nostro paese la parola principale deve essere prevenzione. Non vogliamo che altre famiglie debbano piangere i loro morti per qualche nuova strage assurda".

Alla commemorazione anche la nonna di Andrea Cerulli, una delle vittime. "So la nonna di Cerulli, era l'unico che mi mancava, mi manca mi manca mi manca ancora adesso".

Un momento di imbarazzo e tensione si è registrato quando alla commemorazione è arrivata la delegazione di Aspi e Atlantia, poi costretta a lasciare la cerimonia dopo che alcuni parenti delle vittime hanno chiesto al premier Conte che i rappresentanti della società abbandonassero l'area.

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