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Nasce l'Osservatorio sulla governance delle imprese non quotate

Ragaini (Banca Generali): "Sono importanti regole di buongoverno"

14 Giugno 2019

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Milano, 13 giu. (askanews) - Nasce il primo Osservatorio sulla governance delle imprese non quotate, un progetto per monitorare i comportamenti delle aziende medio-grandi e analizzare i benefici di una buona governance sul business. Nel primo anno sono state 3.100 le società passate in rassegna, tutte con un fatturato superiore ai 100 milioni di euro. A lanciare l'Osservatorio sono Banca Generali, Pwc Tax&Legal Services (Tls) e Sda Bocconi, in collaborazione con Cerved.

Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali: "La corporate governance è una base di partenza fondamentale per tutte le aziende che siano piccole, medio o grandi, quotate o non quotate. Sono proprio le regole di buongoverno e sempre più nel tempo le regole di buongoverno stanno diventando importanti".

Chiare le best practice da promuovere: "Una buona attribuzione delle deleghe, la presenza di amministratori indipendenti, una buona dialettica consiliare, quindi non un doge che esprime il suo giudizio che è l'amministratore delegato, ma un consiglio che commenta e indirizza le azioni dell'azienda stessa. E poi la presenza di comitati endoconsiliari che valutano i vari temi specifici".

A dirigere l'Osservatorio è Alessandro Minichilli, professore associato dell'Università Bocconi. Tre le aree di interesse del team di ricerca: "Una è la governance proprietaria, cerchiamo di vedere la concentrazione di proprietà e le differenze tra diversi modelli proprietari come possono impattare sulle performance. Il secondo aspetto è la governance societaria che è l'aspetto più classico soprattutto nelle aziende quotate. Il terzo aspetto è il capitale umano: andiamo ad analizzare i profili dei consiglieri e il loro background professionale e andiamo a cercare i mix che in particolari settori possono risultare utili ed efficaci".

Azioni che non vanno interpretate come un costo, anzi: "È una straordinaria opportunità - sottolinea Ragaini - che si deve guardare nel medio-lungo periodo perché all'inizio è una complessità addizionale. Molto spesso nelle aziende medio piccolo l'idea dell'imprenditore è dominante, molto spesso l'imprenditore decide e fa. La governance prevede che le decisioni passino da una valutazione più ampia e colleggiale, ma questo evita anche di fare tanti errori". E affrontare mercati sempre più globali.

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