Cerca

"Impronte di pizza" a Eataly: i segreti dell'impasto

4 maestri a confronto. Gli italiani puntano alla qualità

17 Maggio 2019

0

Roma, 16 mag. (askanews) - Non solo impasti e farine, ma anche attenzione agli ingredienti, alla loro provenienza e ai diversi metodi di lavorazione: in fatto di pizza gli italiani sono sempre più legati a un consumo di qualità, che tutela la salute, e per il quale vale la pena spendere qualche euro in più.

È quanto emerge da un'indagine presentata da Eataly, a Roma, nella prima edizione di "Impronte di pizza - La parola a chi lascia il segno", un confronto in cui grandi maestri del mondo pizza, provenienti da diverse scuole di pensiero, hanno messo in scena le loro personali interpretazioni del piatto icona del Made in Italy.

Renato Bosco, Stefano Callegari, Franco Pepe e Ciro Salvo, moderati dal giornalista Luciano Pignataro, si sono confrontati sull'impasto, uno dei temi più caldi nella cultura della pizza. A partire dalle farine, magari speciali, utilizzate per ottenere impasti diversi, i maestri pizzaioli hanno rivelato segreti e scelte anche in materia di idratazione, tempo di maturazione e cottura.

Il maestro pizzaiolo di Eataly Francesco Pompilio ha guidato la definizione della ricetta della nuova "Pizza Eataly", da poco sbarcata anche a Parigi: "Siamo partiti l'anno scorso con questo progetto per dare una dignità, un'identità alle nostre pizzerie, al nostro impasto pizza soprattutto. È stato veramente un grandissimo successo: siamo andati con tutta l'umiltà che ci contraddistingue e questo è stato molto apprezzato, soprattutto dai francesi che hanno avuto modo di testare e assaggiare un tipo di pizza completamente diverso da quello al quale loro sono abituati".

Secondo l'indagine di Eataly, la maggior parte degli intervistati preferisce la tipologia napoletana, la farina '00' per gli impasti e ritiene importante conoscere l'origine degli ingredienti, prediligendo guarnizioni con prodotti IGP/DOP o Presìdi Slow Food. La più scelta resta sempre la pizza Margherita ed ammonta a 6-7 euro il costo che gli italiani sarebbero disposti a spendere, 10 euro la soglia limite.

Con oltre 8,3 milioni di pizze sfornate al giorno solo in Italia, e un fatturato globale annuale di oltre 35 miliardi di euro per la sola vendita, il movimento della pizza è uno dei settori più in forte crescita, proiettato nel futuro. Luciano Pignataro: "Il futuro del concetto di pizza è legato strettamente alla capacità della pizza di esprimere tendenze gastronomiche moderne, che sono un'attenzione sempre maggiore all'ambiente, all'etica della produzione e ovviamente, ma in questo la pizza deve fare pochi sforzi, restare sul versante vegetariano, se non vegano".

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

ultime news