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Nuova Zelanda, polemica per la strage in diretta su Facebook

Video rimosso dopo oltre 15 minuti, poi diffuso da siti e tv

15 Marzo 2019

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Milano, 15 mar. (askanews) - La strage in diretta su Facebook. Questo video, di cui mostriamo solo pochi secondi iniziali, è stato girato da uno dei quattro attentatori che hanno fatto irruzione armati in due moschee di Christchurch, uccidendo 49 persone. Con una telecamera indosso, ha filmato la carneficina, trasmettendola in diretta sul suo account Facebook: un video dell'orrore durato oltre 15 minuti prima che venisse rimosso.

"La polizia ci ha avvisato del video poco dopo l'inizio del live, noi abbiamo rimosso velocemente il video e gli account Facebook e Instagram del killer", ha scritto Facebook. "Velocemente" dicono dal social network di Zuckerberg, ma di certo non abbastanza perché non venisse visto, commentato, condiviso, diffuso. Non solo sui social network ma anche su siti di informazione, di giornali e tv. Nonostante i continui appelli della polizia neozelandese.

"La polizia è a conoscenza del fatto che ci sono filmati estremamente angoscianti relativi all'incidente a Christchurch che circolano online. Raccomandiamo caldamente di non condividere il link. Stiamo lavorando perché ogni video venga rimosso", hanno scritto su Twitter. Un appello condiviso da molti utenti.

La circostanza apre il dibattito sull'uso distorto che si può fare degli strumenti tecnologici.

Quando Facebook live è stato lanciato nel 2016 Zuckerberg disse "È come avere una telecamera in tasca e in qualunque momento un membro della comunità di Facebook può interagire in diretta con un altro, in qualunque parte del mondo". Pensava ai live di concerti, serate fra amici, eventi, non certo alle stragi. Eppure è già successo che servisse a trasmettere l'orrore: in Thailandia un uomo ha ucciso la figlia in diretta su Facebook, Philando Castile è stato ucciso in diretta dalla polizia negli Stati Uniti.

Il social usa un sistema incrociato di tecnologia, segnalazione degli utenti e intervento umano per rimuovere i contenuti non appropriati. Non sempre basta.

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