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Ilaria Cucchi contro Salvini: al Viminale vado se mi chiede scusa

La lunga storia delle polemiche con il ministro dell'Interno

12 Ottobre 2018

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Roma, 12 ott. (askanews) - "Il giorno in cui il ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci; prima di allora non credo proprio".

Così Ilaria Cucchi, intervistata da Radio RTL 102.5, risponde all'invito al Viminale di Matteo Salvini. Lo scontro fra la sorella di Stefano Cucchi e il ministro dell'interno si trascina da anni. L'invito al ministero è giunto all'indomani del colpo di scena che ha visto il carabiniere Francesco Tedesco accusare due colleghi del pestaggio di Cucchi, nove anni fa, mentre il giovane ragioniere era in custodia cautelare, sei giorni prima della sua morte in infermeria.

Salvini ha sempre difeso a spada tratta le forze dell'ordine; e aveva attaccato Ilaria Cucchi che nel 2016 in un tweet poi rimosso aveva criticato proprio il carabiniere Tedesco per una foto al mare.

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"Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello ma mi fa schifo. E' un post che fa schifo. Ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi. In Italia d'altronde c'è un'aula del Parlamento intitolata a Carlo Giuliani, uno che è morto mentre attaccava una camionetta delle forze dell'ordine con un estintore. Ci sarà pure un 1% con la divisa che sbaglia e anzi deve pagare doppio se porta una divisa. Ma io sto sempre e comunque con polizia e carabinieri, e averne, di polizia e carabinieri come ne abbiamo in Italia. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare per quanto mi riguarda".

Il ministro leader della Lega dunque ha invitato i Cucchi al Viminale, ma senza scusarsi; invito respinto.

Altri come Carlo Giovanardi, protagonista di virulente critiche alla famiglia Cucchi, ribadiscono di non avere nulla da scusarsi e invitano ad aspettare la fine del processo perché le perizie non dimostrerebbero una relazione inconfutabile fra il pestaggio, oggi finalmente testimoniato, e il decesso di Stefano.

"Oggi quella verità che era chiara a noi e che hanno avuto anche solo il coraggio di guardare le immagini del corpo di mio fratello, è entrata anche in un'aula di giustizia" dice invece Ilaria Cucchi.

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