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Emergenza Soyuz: il recupero dell'equipaggio dopo l'atterraggio

Hague e Ovchinin stanno bene e andranno in orbita in primavera

12 Ottobre 2018

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Dzhezkagan, Kazakhstan (askanews) - In queste immagini amatoriali, girate direttamente dagli uomini del team di soccorso, il recupero dell'astronauta americano Nick Hague e del cosmonauta russo Aleksey Ovchinin, dopo l'atterraggio d'emergenza effettuato nella regione del Dzhezkagan, in Kazakhstan in seguito all'emergenza avuta durante il lancio verso la Stazione spaziale internazionale. I due stanno bene e - ha fatto sapere la Roscosmos - potranno tornare nello Spazio nella primavera del 2019.

Il motore del secondo stadio del razzo che trasportava la Soyuz nello Spazio - come si vede in questa sequenza - ha avuto un'avaria circa 2 minuti e 40 secondi dopo il lancio e quindi è mancata la spinta propulsiva necessaria a raggiungere l'orbita, per cui l'equipaggio è stato costretto ad attivare, come previsto dalla procedura, il protocollo d'emergenza che prevede il distacco della navetta dal razzo e il rientro sulla Terra con una traiettoria balistica. Fortunatamente tutto è andato bene e i due occupanti della Soyuz sono stati raggiunti in tempi brevi dal team di ricerca e soccorso e nel giro di poche ore hanno potuto riabbracciare le proprie famiglie.

Sulla vicenda la Roscosmos ha aperto un'inchiesta. Ora è prioritario capire cosa sia successo e risolvere il problema per evitare che si ripeta in futuro. Resta il fatto che l'incidente, sebbene si sia risolto positivamente per l'equipaggio, avrà delle ripercussioni sia sulle missioni future, compresa la missione Esa "Beyond" di Luca Parmitano che sarebbe dovuto partire nel luglio 2019 sia sulle attività a bordo dell'Iss dove restano solo 3 persone, al comando del tedesco Alexander Gerst.

La Soyuz infatti è, ad oggi, l'unica navetta in grado di portare nuovi equipaggi sulla Stazione spaziale e la sospensione dei voli comporterà un ritardo negli avvicendamenti per cui aumenterà il carico di lavoro per chi è a bordo. Nessun problema invece per i rifornimenti che possono essere inviati in orbita anche con altre navette.

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