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Con Valpolitech l'innovazione entra nel vigneto

Bussinello: il 20 e 21 l'evento sulle tecnologie in Valpolicella

11 Ottobre 2018

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Roma (askanews) - "L'innovazione di solito in agricoltura arriva dopo rispetto agli altri settori. Ultimamente dobbiamo dire che l'agricoltura e soprattutto la viticoltura stanno diventando driver di innovazione. E noi con Valpolitech vogliamo essere all'avanguardia". Così Olga Bussinello, direttore del Consorzio dei Vini di Valpolicella, che associa 2300 viticoltori che producono vini celebri come lo stesso Valpolicella, l'Amarone, il Recioto e il Riporto, illustra Valpolitech, evento dedicato all'innovazione in viticultura che si tiene sabato 20 e domenica 21 ottobre prossimi presso la sede del Consorzio, a Sant'Amgrogio di Valpolicella (Verona). "Valpolitech - dice Bussinello - è un evento dedicato all' innovazione nella meccanica, nei prodotti per l'enologia, anche nelle tecniche organizzative di gestione del vigneto e dell'azienda vitivinicola. Nel padiglione fieristico presso la nostra sede ci saranno una trentina di espositori e avremo workshop dedicati non solo ai nostri viticoltori, perchè l'ingresso a Valpolitech è libero e aperto a tutti i produttori. La vendemmia sta andando bene. Il nostro disciplinare è molto selettivo perchè possiamo produrre solo fino a 120 quintali complessivi di vini a denominacione Valpolicella, di cui 65 di Amarone e il resto di Valpolicella. E' dagli Anni Ottanta che ci siamo concentrati sulla qualità. Abbiamo iniziato la vendemmia di Amarone tra il 15 e 18 settembe e quella del Valpolicella la stiamo completando adesso. I nostri associati sono soddisfatti della vendemmia di quest'anno". Valpolicella è uno dei Consorzi che esporta di più, come sta andando l'export? Il vino italiano risente del rallentamento del commercio internazionale? "Il vino italiano sta subendo una fase di assestamento, soprattutto su alcuni mercati, come il Canada, ma non a causa dell'accordo Ceta. Anche l'accordo Mercosur sta creando qualche problema. Noi siamo in 88 Paesi e ora ci stiamo concentrando sull'Oriente, dalla Cina, alla Russia, all'Est europeo come l'Ucraina. Sono Paesi dove il Pil sta crescendo e hanno grande voglia di Made in Italy di qualità". La viticoltura può essere un'occasione di occupazione per i giovani? "Sicuramente - risponde Bussinello - Nelle nostre aziende abbiamo un ricambio generazionale del 30%, perchè molti figli proseguono l'attività dei padri. Ma le occasioni di lavoro sono molte, per chi studia lingue, per chi si occupa di gestione aziendale, fino a chi vuole dedicarsi al turismo visto che ormai il vino e la gastronomia sono forti attrattori turistici".

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