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Esclusiva

Massimo Giletti, la domanda a Jimmy Bennett che spalanca sull'orrore. "Come chiamavo Asia Argento"

24 Settembre 2018

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"Quali erano i tuoi rapporti con Asia Argento?". La domanda di Massimo Giletti a Jimmy Bennett, nell'intervista-esclusiva mondiale andata in onda a Non è l'Arena su La7, spalancano le porte dell'orrore: una relazione di lavoro tra una donna e un bambino, poi diventato ragazzino, e trasformatasi nel giro di pochi minuti in un mix esplosivo di sesso e potere. 



"La chiamavo mamma", spiega l'attore oggi 22enne e 17enne ai tempi della denunciata violenza sessuale. "Sul set di Ingannevole è il cuore più di ogni cosa (il film girato insieme nel 2004, con la Argento regista e Bennett all'epoca bimbo di 8 anni, ndr) Asia era come una seconda mamma, questo è il sentimento che ci ha legato dal primo giorno. Il nostro rapporto è sempre stato molto ravvicinato. Il legame tra me e lei era speciale. Asia era molto concentrata sul film e voleva incarnare il rapporto madre e figlio in modo che fosse più realistico possibile, ma sembrava andasse oltre l'aspetto professionale".

"Il nostro rapporto è continuato via sms, via mail, ma non l'ho più vista. Non c'è mai stato un altro incontro faccia a faccia per dieci anni. L'ho tenuta aggiornata sulla mia attività e lei si sentiva anche con mia mamma". Nel 2013 la decisione di rivedersi i nuovo: "Non ero sorpreso, sapevo che prima o poi ci saremmo incontrati ed ero contento di vederla. Mi parlava di un film italiano al quale lei volesse che partecipassi. Ricordo però che mi sentivo un po' strano. Asia continuava a inviarmi delle foto e dei bigliettini che scriveva nella sua stanza di hotel. Per me c'è sempre stata una barriera culturale, non sapevo se il suo atteggiamento fosse una maniera di mostrare affetto e quindi non sapevo cosa aspettarmi. Per me era come incontrare una amica".




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