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Il retroscena

Luigi Di Maio, dimissioni e sfogo coi fedelissimi: "Non ne potevo più", l'imbarazzo con Vladimir Putin

24 Gennaio 2020

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Luigi Di Maio si è sfogato con i suoi fedelissimi subito dopo aver dato le dimissioni da capo politico del Movimento 5 stelle: "Non ne potevo più", racconta secondo quanto riporta Augusto Minzolini nel suo retroscena su Il Giornale, "l'altro giorno mentre ero con Vladimir Putin avevo il telefonino che continuava a suonare perché il senatore Emanuele Dessì, il dissidente ma non troppo, voleva leggermi il suo comunicato, critico ma non troppo".

Ma ora che ha dato l'addio pensa al suo futuro, in primis a rimanere al governo: "Io resto a fare il ministro degli Esteri. A 34 anni posso farmi delle relazioni a livello internazionale che potrebbero tornare utili a me e al movimento". Per Gigino, sottolinea Minzolini, la legislatura vale più di tutto, più della leadership, insomma, vale "la poltrona".

Infine, lo sfogo di Di Maio riguarda Alessandro Di Battista: "Se io fossi stato al sui posto e lui avesse ricoperto il mio ruolo, non avrei fatto quello che lui ha fatto a me. Io ho deciso questo passo prima di Natale...". A non andare giù a Di Maio è stato il rifiuto di Dibba di diventare ministro dell'Istruzione dopo che Lorenzo Fioramonti aveva mollato. 

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Commenti all'articolo

  • Ciko20

    24 Gennaio 2020 - 19:14

    Ijn fondo aveva ragione Salvini, si è sempre trattato di salvare la poltrona.

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  • aldoinvolo

    24 Gennaio 2020 - 18:16

    Ragazzo mio, la politica quelli la sanno fare, Comprendo il disagio di essere un pesce fuori d'acqua nel non capire nulla di qualsiasi cosa parlassero. Forse colpa del traduttore?

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  • er_sola

    24 Gennaio 2020 - 10:58

    Non ne potevo più, lui parlava ed io non capivo una sega!

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