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Sardine e Giuseppe Conte, Santori conferma: "Incontro vicino". Premier a rapporto: gli dettano il programma

18 Gennaio 2020

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Conte vuole incontrare le "sardine", i pescetti sono disponibili a parlare col premier, ma solo dopo il 26 gennaio, possibile d-day per il governo giallorosso. Siamo arrivati a tanto. Nei giorni scorsi lo staff del presidente del Consiglio ha contattato quello dei giovani antisalviniani per tastare il terreno. I vertici delle "sardine", dopo una discussione interna, hanno dato la propria disponibilità e hanno stilato addirittura una lista degli argomenti da trattare, su tutti i decreti sicurezza (da abolire) e la regolamentazione dei social, la «democrazia digitale».
Ieri il riccioluto leader Mattia Santori gongolava: «Conte ci aveva rivolto un' apertura non ufficiale, dicendosi disponibile a incontrarci, prima della piazza di Roma. Ma noi in quel momento avevano detto che non era ancora il tempo. Oggi però credo che siamo sempre più vicini al momento in cui, avendo un grande rispetto per la politica parlamentare, sarebbe bello potersi finalmente incontrare». Le sardine, ha aggiunto, vorrebbero «fare una sintesi e dire quello che succede nel Paese reale», per poi chiedere «che intenzione avete? Senza ricatti».
Nell' esecutivo domina il vuoto cosmico, le "sardine" ci sguazzano e Santori ha annunciato un' altra «grande manifestazione» per l' 8 marzo, giorno in cui i pescetti, al di là delle smentite, tenteranno di diventare un partito a tutti gli effetti. D' altronde, se il capo del governo gli chiede udienza, quale momento più propizio. 



Caso Bibbiano - C' è da non crederci, e però è tutto vero. Nel frattempo, eccitate dalla corte del premier, le "sardine" hanno annunciato che non andranno a Bibbiano a patto che non ci vada neppure Salvini. Il capo della Lega, che giovedì assieme alla candidata di centrodestra Borgonzoni ha in programma di incontrare di fronte al municipio i genitori ai quali sono stati sottratti i figli, oltre ovviamente al popolo del Carroccio, ha fatto sapere che in piazza della Repubblica ci sarà posto per tutti, nessuno escluso: «Se verranno le "sardine"» ha detto «saranno le benvenute». Santori invece, mostrando ancora una volta il grande spirito democratico che anima lo sgusciante movimento, ha informato la stampa di essere pronto alla contromanifestazione, «sono stati i cittadini della Val d' Enza a chiamarci e a chiederci di fare qualcosa».
E però, dicevamo, se Salvini starà alla larga dal municipio emiliano le "sardine" hanno annunciato che resteranno in scatola.

Sfida al Carroccio - La sfida alla Lega è totale: «Siamo più scaltri. Appena abbiamo saputo della chiusura della campagna elettorale annunciata da Salvini a Bibbiano, le "sardine" reggiane hanno subito prenotato la piazza, perché questi polli hanno annunciato l' evento senza averlo fissato». Santori ha mostrato un foglio della questura che attesterebbe la richiesta di poter manifestare innanzi al municipio, e però la Lega giovedì aveva già fatto sapere di avere la precedenza in quanto partito politico in corsa per le regionali.
«In democrazia» ha dichiarato Salvini «tutti hanno diritto di parlare. Io giovedì sarò a Bibbiano con le mamme e i papà, perché leggere sui giornali dei documenti in cui pseudo assistenti sociali affermavano di non consegnare ai piccoli i regali spediti dai genitori, perché i figli dovevano dimenticarli, è una vergogna internazionale». I pescetti, è evidente, non hanno nessuna intenzione di scendere in piazza: d' altronde, data la simbiosi col Pd, cosa potrebbero dire a Bibbiano? Le "sardine" vogliono solo spingere le autorità a non concedere il nulla osta alla Lega per motivi di ordine pubblico. Zingaretti, invece, vuole scavare la fossa al Pd: «Bibbiano» ha affermato ieri a Forlì «rappresenta una delle comunità dove si vive meglio in Europa».

di Alessandro Gonzato

Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Santori: "Difficile distinguere sardine e sentimento popolare"

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