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Gianluigi Paragone, il sospetto su Pd e M5s: "Perché sulla revoca ad Altlantia preparano il colpo di spugna"

17 Gennaio 2020

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Gianluigi Paragone non ha dubbi: sulla revoca delle concessioni autostradali la maggioranza (Pd e M5s) si prepara a gettare la spugna. Il motivo? "Sicuramente è melina politica il rinvio finalizzato a evitare tensioni nella maggioranza alla vigilia delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria; il che svela che tutta questa sintonia sulla revoca dentro la maggioranza non c'è" scrive il grillino appena cacciato dal Movimento sulle colonne del Tempo.

Paragone, infatti, è da sempre strenuo sostenitore della revoca delle concessioni di autostrade ad Atlantia. Una mossa che se attuata, coinciderebbe con il fallimento del gruppo. "Quindi se Atlantia fallisse - è questo il discorso di fondo - sarà messa in liquidazione, le autostrade tornerebbero a un soggetto sotto il controllo pubblico e i lavoratori non correrebbero alcun rischio di restare a casa visto che con le manutenzioni da recuperare il lavoro non mancherà di certo". Eppure Atlantia non vuole fallire e affila i coltelli per tenersi la licenza attraverso due modi: il primo è giocare sugli "investimenti, i controlli e le tariffe più basse", l'altra è appellarsi all'Ue. Atlantia sta infatti ragionando su una lettera da inviare a Valdis Dombrovslds, presidente della Commissione europea e ai due commissari Vestager e Breton. 

Una mossa - secondo l'ex Cinque Stelle dissidente - "che di fatto dà l'alibi al governo per risolvere in maniera pilatesca la questione e fare una revoca solo di facciata, una revoca a uso e consumo della comunicazione". Può darsi che a pensar male si fa peccato, mette le mani avanti Paragone, "ma il sospetto che qualcuno stia lavorando per limitare i danni ce l'ho. Non vorrei infatti che il governo revocasse la concessione autostradale e contestualmente pagasse una bella somma di miliardini ai Benetton per coprire una buon parte del debito con le banche loro creditrici".

Fonte video del 2 gennaio: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
 

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