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Doppio gioco

Roberto Maroni consulente di Conte e Boccia per l'Autonomia. Dalla Lega: "Non ti fidare di loro"

17 Gennaio 2020

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Intanto i tempi, perché in un Paese normale l'Autonomia era già legge. «Il premier, Giuseppe Conte, ha annunciato che il Consiglio dei ministri si riunirà di nuovo per l' approvazione», spiega l' ex governatore della Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo in commissione speciale Autonomia a Palazzo Pirelli, «lui è convinto di trovare una sintesi che mette d' accordo la maggioranza entro la fine mese». Speriamo bene. 



Perché è chiaro a tutti che a fare resistenza al varo della legge non è tanto la politica quanto la burocrazia, determinata a salvaguardare se stessa, «con mille cavilli», chiosa Maroni. Poi ci sono gli aspetti tecnici della legge che verrà. L' ex governatore, parlando in qualità di membro della commissione di esperti sull' Autonomia differenziata voluta dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha spiegato che il disegno legge «è stato approvato all' unanimità in conferenza Stato-Regioni, compreso il presidente della Regione Lombardia». La notizia negativa è che era previsto che fosse «un collegato alla finanziaria ma non è stato approvato in Cdm», spiega Maroni, «per opposizione di una parte della maggioranza, in particolare Italia Viva».
Dall' audizione dell' esponente della Lega è emerso un altro particolare.
Parlando dei «fabbisogni standard», uno dei cardini del disegno di legge, Maroni ha spiegato che la bozza in discussione prevede la compartecipazione delle Regioni al gettito fiscale e una particolare modulazione delle aliquote locali. In pratica l' Autonomia che verrà non sarà a costo zero per lo Stato, ma avrà un ritorno economico non secondario per le Regioni. E questa è una buona notizia. «Di fatto le resistenze, adesso, soprattutto per la contrarietà del Movimento 5 Stelle, sono in parte venute meno», spiega Maroni, «il lavoro della ministra Stefani è stato fondamentale perché si arrivasse a questo punto». Adesso il percorso «si è sbloccato, sono ottimista», afferma l' ex governatore, «l' esito dipenderà ovviamente da quello che succederà nelle prossime settimane. Se non ci dovesse essere questo governo e se ci dovessero essere elezioni anticipate, comunque, il percorso è iniziato».
Ma per Attilio Fontana, attuale presidente della Lombardia, il quadro è meno ottimistico. «Purtroppo anche Maroni è stato preso in giro dal ministero», afferma il governatore, «noi abbiamo risposto alla lettera del ministro Boccia e anche assecondato la sua richiesta di tenere in stand by il negoziato sulle materie, perché il governo riteneva prioritario rivedere la legge quadro». «Il governo non ha fatto alcun rilievo alle nostre proposte, ha scritto un testo della legge quadro che, a tre mesi di distanza non abbiamo ancora visto nella sua versione finale», chiosa Fontana.

di Enrico Paoli 

Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Toti: "Con Maroni in commissione mi sento più tutelato"

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    17 Gennaio 2020 - 15:23

    Che cominci a battere in testa anche Maroni?

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  • ROUTE66

    17 Gennaio 2020 - 15:19

    MARONI ORMAI è DIVENTATO UN PINOCCHIO. INVIDIOSO DEL SUCCESSO DI SALVINI CERCA IN TUTTI I MODI UNO SPAZIO PER RIEMERGERE

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  • frank44fausto

    17 Gennaio 2020 - 13:27

    Se fosse vero sarebbero da cacciare immediatamente

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