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La strana coppia

Renzi-Calenda, nozze forzate per non sparire. E i dem si infuriano: così aiutate i sovranisti

16 Gennaio 2020

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Il pretesto è la Puglia. L' obiettivo finale è il superamento della soglia (5%) di sbarramento inserita nella nuova legge elettorale: Carlo Calenda e Matteo Renzi depongono le armi in nome di una comune missione. Lo scrive il Giornale in edicola giovedì 16 gennaio. Prende forma il progetto di un terzo polo. La spinta decisiva arriva dall' ultimo sondaggio (14 gennaio 2020) diffuso da La 7: né Italia Viva né Azione di Calenda, a oggi, sfondano il muro del 5 %. I renziani si fermano al 4,8 %. Distante dalla meta, la lista dell' ex ministro dello Sviluppo economico: Azione è al 2,9.

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La candidatura in Puglia di Michele Emiliano, governatore uscente inviso sia a Renzi che Calenda, ha chiuso il cerchio: Azione e IV correranno alle prossime elezioni regionale con un proprio candidato. Né con Emiliano (Pd). Né con Raffaele Fitto (Fdi). Si tenta la terza via. È un esperimento che sia Renzi che Calenda ipotizzano di poter ripetere sul piano nazionale. In Puglia arriva subito l' adesione di Più Europa, altro partitino lontano dalla soglia di sbarramento. Mentre sarebbe in corso un corteggiamento (senza risultato) nei confronti di Mara Carfagna. L' ex ministro di Fi per ora respinge l' offerta. Maurizio Martina, ex segretario del Pd, è duro: "È la vecchia logica del vicino-nemico che ci ha già fatto pagare prezzi molto alti in passato e pare non abbia insegnato nulla purtroppo. Replicare queste logiche divisive è davvero un clamoroso errore".

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