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Grossi sospetti

Mario Draghi da Mattarella, agitazione al Quirinale: tutti di corsa da lui, gelo con Conte

19 Dicembre 2019

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La corsa a salutarlo, i capannelli attorno a lui, i vecchi e più recenti amici che cercano una battuta per riprendersi una confidenza. Non c' è dubbio che quest' anno la star del ricevimento al Quirinale, in occasione della cerimonia di auguri più alte cariche dello Stato, è stato lui, Mario Draghi. Sorridente, ma discreto, gioviale, ma senza lasciarsi andare troppo, l' ex presidente della Bce, seduto in undicesima fila, secondo il rigido cerimoniale quirinalizio, è stato oggetto di un via vai di saluti. «Siamo eroi di un tempo perduto...», dice a un amico, che rimane particolarmente colpito dalla battuta e gli chiede di ripeterla. Poi gli si avvicina Filippo Patroni Griffi, a cui Draghi ha confidato di aver sempre mancato quest' appuntamento negli ultimi otto anni. «Ho sempre avuto impegni». 

Ora, finalmente libero, eccolo di nuovo qui, sotto gli stucchi dorati del Palazzo che negli ultimi decenni ha tolto le castagne dal fuoco della politica, persa nella sua debolezza. Patroni Griffi gli ricorda che si erano visti il 2 giugno, alla Festa della Rebubblica. «E tu stavi per partire per Bruxelles...». Draghi annusice, si fa serio. «Sono stati anni terribili. Soprattutto il 2011, 2012, 2013...». Poi passa a fianco a Giuliano Amato che lo blocca: «Io gliel' ho detto: stai attento! Vai in Florida, dove vuoi, ma stai alla larga da qui...». Draghi sorride. «Non c' è rischio, sta sicuro». Entrato nella sala incontra Nicola Zingaretti. Gli sringe una mano, come con Luigi Di Maio. Si intrattiene di più, invece, prima con Giovanni Toti, poi con Mara Carfagna. Lei gli parla, seria, di qualcosa. Lui: «Speriamo bene per il futuro».

Nella sala, Draghi si avvicina a Mattarella. Aspetta il suo turno e fa gli auguri al presidente. I due si scambiano qualche parola, non formale. Si sofferma a lungo, invece, prima con Mario Monti, poi con Ignazio Visco. Nessuno scambio, invece, tra lui e il premier Giuseppe Conte. Per il resto è da segnalare l' assenza dei due "Mattei", Renzi e Salvini. Entrambi per motivi giustificati. Ma il dettaglio rafforza quello di cui, nei Palazzi, tutti parlano: l' inaspettata sintonia dei due. Conte, ai giornalisti, ostenta sicurezza sulla durata del governo: «Mi chiedete se ci faremo gli auguri di Pasqua? E il prossimo Natale no? Perché, porta jella?». E a proposito del referendum sul taglio dei parlamentari: «Non influenza e non può influenzare l' agenda di governo». Intanto Franceschini punta Di Maio e si trattiene a lungo a parlare con lui. Roberto Gualtieri, in un angolo, è presidiato da qualche parlamentare dem. Ci sono anche Alfonso Bonafede e gli altri ministri M5S. Mentre di Italia Viva, sono presenti la Boschi ed Elena Bonetti. Per il resto, il discorso di Mattarella aveva puntato su ambiente e lavoro. Richiamando la classe politica a pensare al futuro, segnato dall' emergenza climatica, e al presente, piagato dalle crisi occupazionali. Si tiene alla larga dall' attualità politica e dallo stato di salute del governo. Si limitate a invitare le forze politiche a cercare il dialogo. «La politica non sia solo scontro».

di Elisa Calessi 

Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, l'arrivo di Draghi al Quirinale

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