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Incoronato in piazza

Sardine, "chi è davvero Santori e cosa diventerà molto presto". Indiscreto: Salvini e Meloni fanno festa

15 Dicembre 2019

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"Non ditemi bravo, dite bravi". Mattia Santori, da piazza San Giovanni, arringa la folla delle sardine e in maniera un po' pelosetta sembra rifiutare l'etichetta di leader di un movimento che lui stesso, insieme a tre amici, ha inaugurato a inizio novembre in piazza Maggiore a Bologna. La verità, come sottolinea anche Flavia Perina sulla Stampa, è che nella Capitale il 31enne bolognese si è definitivamente laureato "capopopolo" degli anti-Salvini. Tanto da leggere al microfono le sei "pretese" del programma politico delle sardine, a cominciare dall'eliminazione dei decreti sicurezza. 

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Tra Bella ciao, Costituzione, riferimenti all'anti-fascismo, "più che una manifestazione è andato in scena un happening palesemente improvvisato, una Woodstock di suggestioni sovrapposte dove due terzi della platea non sono riusciti a sentire nemmeno una parola o una nota", spiega con una punta d'ironia la Perina. L'importante era partecipare, "stare nel banco" delle sardine. L'ambizione di Santori "non è quella di fare un partito ma di costruire un aggregatore simbolico di tutto ciò che si muove nello spazio tra il Pd, l'ala sinistra del M5s e i Centri Sociali", centri sociali che non a caso domenica ospitano in un palazzo occupato il "congresso" dei delegati. Il rischio, prosegue la Perina, è però che Santori e i suoi non siano ossigeno, ma "una dolorosissima spina nel fianco" della sinistra ufficiale e il "pretendiamo" scandito con forza dal leader sono "un bel guaio per Pd e M5s", più che per Salvini e Giorgia Meloni. "Anzi, i leader sovranisti hanno trovato un nuovo nemico, che si connette in tutta evidenza alla sinistra, e potranno cimentarsi con lui in quel tipo di competizione aggressiva che prediligono".

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