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La morsa

Matteo Salvini smonta il M5s: "Gli arrivi? È solo l'inizio". E sul suo futuro da premier...

12 Dicembre 2019

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La slavina interna al Movimento 5 Stelle è solo l'inizio. Parola di Matteo Salvini che attende a braccia aperte i grillini insoddisfatti da Luigi Di Maio. Dopo l'addio dei pentastellati Stefano LucidiUgo Grassi Francesco Urraro sono in tanti a volerli seguire. "Il problema del M5S è l'incoerenza di Grillo e Di Maio e non la coerenza di qualcuno che ieri in Aula ha detto che nel programma con il quale è stato eletto c'era scritto di cancellare il Mes e adesso dicono di peggiorarlo" riferisce ad Affaritaliani il leader leghista, secondo cui "invocare la Magistratura - come ha fatto il leader 5 Stelle - quando c'è in ballo una scelta politica è veramente vecchia maniera, non è da democrazia. Ma io sono contento perché la gente sta capendo". 

Una Lega che cresce a vista d'occhio, questa, e che fa pensare a un ribaltone nella roccaforte della sinistra: l'Emilia-Romagna. Qui ci si gioca tutto e chissà che il centrodestra non prenda in mano anche le redini del governo. In quel caso Salvini non esclude per se stesso un ruolo fondamentale, anzi due: "Ministro dell'Interno e premier? Si possono fare entrambe le cose", esordisce escludendo automaticamente la nomina di Giancarlo Giorgetti alla presidenza del Consiglio, per poi precisare: "Ogni cosa a suo tempo, però l'accordo è sempre stato, come alle ultime elezioni, che il partito preferito dagli italiani esprima il presidente del Consiglio. Noi siamo pronti e stiamo studiando". Proprio così, perché il cambio di rotta secondo i più arriverà a brevissimo, addirittura a gennaio proprio in occasione delle Regionali. 

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