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Giuseppe Conte al Senato: "Il Mes non è uno svantaggio per l'Italia". E l'aula esplode: la contestazione

11 Dicembre 2019

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Dopo la Camera, il Senato. Giuseppe Conte parla a Palazzo Madama in attesa del voto con cui ratificare la risoluzione di governo sul Mes, il controverso fondo salva-Stati. Il contesto è tesissimo, con la maggioranza che balla sul filo dei numeri e le voci su tre M5s pronti a passare alla Lega (voci poi mitigate dallo stesso Carroccio, possibilista sul passaggio ma non nell'immediato). E al Senato, il presunto avvocato del popolo afferma: "L'ho già sottolineato nella mia recente informativa del 6 dicembre, qui in questa sede: il Mes non è indirizzato contro particolari paesi o costruito a vantaggio di alcuni paesi a scapito di altri". Parole che vengono accolte da un brusio di scherno che si leva ben udibile dai banche dell'opposizione, dopo che già in mattinata a Montecitorio la seduta si era trasformata in una sorta di rissa da stadio. Ma tant'è, il premier riprende: "È un'assicurazione contro il pericolo di contagio, di panico finanziario, a vantaggio di tutti. In particolare l'Italia non ha nulla da temere, perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni principali delle istituzioni internazionali, inclusa la Commissione Europea, e come confermano i mercati", conclude Giuseppe Conte.

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Commenti all'articolo

  • Marcer

    11 Dicembre 2019 - 18:32

    E' vantaggioso solo per te e i tuoi burattinai macr.. e merk.. Traditore.

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