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Ore tesissime

Mes, Luigi Di Maio e il retroscena sullo scontro con Conte e Gualtieri: "Il governo deve farsi da parte"

2 Dicembre 2019

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Da una parte Luigi Di Maio, dall'altra Roberto Gualtieri. In mezzo, il Mes, il premier Giuseppe Conte e la tenuta del governo. Il retroscena del Corriere della Sera dal vertice di domenica sera a Palazzo Chigi sul fondo salva-Stati fa emergere nervi tesi, anzi tesissimi. Di Maio deve tenere insieme le varie anime del Movimento 5 Stelle, soprattutto quelle euro-scettiche, contrarie alla riforma. E accusa il ministero dell'Economia di aver negoziato con l'Unione europea "senza il supporto politico" del partito maggiore di questa legislatura, cioè il suo. 

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Quando Gualtieri difende il testo, Di Maio arriva allo scontro finale sotto forma di avvertimento inquietante per Conte: "I numeri per approvare il Mes non ci sono. Il governo si deve fare da parte e lasciare al Parlamento sovrano una decisione così delicata". Scenario che potrebbe concretizzare un clamoroso veto italiano al Salva-Stati. E così Conte è costretto a mediare, anche perché, ricorda il Corsera, "l'11 dicembre è in agenda un voto per mozioni ad alto rischio" e andare al muro contro muro coi 5 Stelle significherebbe esporre il governo al fuoco amico dalle conseguenze inimmaginabili. La formula usata dal premier per blindarsi è la più democristiana possibile: "Nessuna decisione diventerà definitiva senza l'approvazione del Parlamento". Scontato, ma in questa fase ballerina ogni appiglio è buono per respirare. 

Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Di Maio contro la firma "al buio" del Mes

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