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Parla Patuanelli

Ilva, Roberto Calderoli smaschera la maggioranza: "La legge del Trolley", in Senato non c'è nessuno

7 Novembre 2019

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Nel giorno dell'informativa del ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli sulla crisi dell'ex Ilva in Senato, trionfa la "legge del trolley". Roberto Calderoli della Lega denuncia le assenze in quella maggioranza che ha di fatto innescato la fuga di Arcelor Mittal con l'improvvida eliminazione dello scudo legale per i vertici dell'azienda e che ora deve risolvere in qualche modo un drammatico problema occupazionale ed economico.

"Nell'improbabile e disorganizzata maggioranza da lunedì sono tutti lì che si stracciano le vesti, a parole, nelle dichiarazioni che rilasciano a getto continuo sulle agenzie, manifestando tutta la loro preoccupazione per il destino dell'ex Ilva, per un disastro che hanno combinato loro peraltro", accusa Calderoli in un post su Facebook.



"A parole... poi nei fatti arriva il giovedì e scatta la legge del trolley, tutti a casa, mica a lavorare: sono così preoccupati per l'ex Ilva che manco sono venuti in Aula al Senato (come testimonia la foto che allego) nel momento in cui viene il ministro per illustrare la situazione e le possibilità di intervento". "Sono tutti a casa, il giovedì pomeriggio... ma tra un po' saranno a casa tutti i giorni", conclude sarcastico l'ex ministro.

Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, l'informativa del ministro Patuanelli

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Commenti all'articolo

  • aldoamico

    08 Novembre 2019 - 09:09

    Questi anticipano apotropaicamente la imminente caduta del governo,ma sappiamo cosa potrebbero fare loro al suo posto.

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  • barry

    07 Novembre 2019 - 18:06

    Il problema è che, anche volendo, il governo non può far niente per evitare la chiusura dell'Ilva! Possono denunciare i franco-indiani, ma poi? Anche se qualche giudice li condannasse per inadampienza contrattuale, nessuno potrebbe comunque costringerli a far ripartire lo stabilimento, una volta spenti gli altoforni.

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  • Marcer

    07 Novembre 2019 - 17:05

    Poi dicono che hanno a cuore l'Italia. Amici emiliani e calabresi, siete voi i prossimi e forse definitivi a dare un calcio nel culo ai traditori come hanno fatto gli amici umbri. A loro interessano solo le poltrone.

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