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Palle di vetro

Giancarlo Giorgetti, la previsione: "Governo tecnico e Mario Draghi premier. A febbraio..."

25 Ottobre 2019

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Con le ombre del Russiagate che si allungano sempre più scure su Giuseppe Conte, in molti danno sempre maggior credito all'ipotesi che il premier, presto, possa cambiare. Senza però passare dal voto: difficilissimo farlo ora, quasi impossibile, sia per il veto di Sergio Mattarella sia per la riforma del taglio dei parlamentari e il relativo referendum. E dunque, che sarà? Una profezia, o meglio una previsione, la firma Giancarlo Giorgetti, ex sottosegretario leghista a Palazzo Chigi, il quale ha confidato ad alcuni colleghi di partito la sua convinzione. Uno scenario che vede al centro Mario Draghi, fresco di addio alla Bce e possibilista circa un suo impegno nella politica italiana: "Se mia moglie è d'accordo...".

Secondo Giorgetti, lo scenario prevede un governo tecnico con Draghi premier, appunto. Una delle molte ipotesi che circolano ma, come sottolinea La Stampa, resa più concreta anche dal solido rapporto che lega Giorgetti all'ormai ex mister Bce: era con lui, infatti, che parlava quando al tensione sui mercati all'epoca del governo gialloverde saliva a livello di guardia. E in quei giorni, il rapporto si è consolidato. Secondo il leghista, la maggioranza potrebbe anche non arrivare a primavera a causa degli scontri sulla manovra e a causa degli inevitabili scossoni che potrebbero comportare le elezioni regionali, oggi in Umbria e soprattutto in futuro in Emilia Romagna. "A febbraio", secondo Giorgetti, potrebbe calare il sipario sul governo

Nel video (Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev) l'ultima audizione al Parlamento Europeo di Mario Draghi

Attorno a Mario Draghi, ovviamente, dovrebbe plasmarsi una maggioranza alternativa. Ma è tutt'altro che impossibile che quella maggioranza si trovi: "Chi direbbe di no a Draghi?", s'interroga Giorgetti. Per certo non Matteo RenziSilvio Berlusconi. Anche la Lega di Salvini, magari provvedimento per provvedimento, potrebbe tentennare. Sicuro l'appoggio del Pd e, a quel punto, anche di parte del M5s. La profezia, insomma, ha solide fondamenta. Ammesso e non concesso che il vero obiettivo di Draghi non sia la successione a Sergio Mattarella, ovvero il Quirinale, a cui viene accostato ormai da anni.

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Commenti all'articolo

  • ohmohm

    ohmohm

    25 Ottobre 2019 - 12:19

    A me draghi non piace! per me è pericoloso!

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  • FraBru

    25 Ottobre 2019 - 12:06

    Ma Giorgetti... in che partito sta, nella lega dell'euro?

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