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Grillismi

Gianluigi Paragone attacca Giuseppe Conte: "Come Il Rinoceronte". Eppure resta al suo posto

11 Settembre 2019

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Anche ad Agorà, in diretta su Rai 3, Gianluigi Paragone - il grillino fedelissimo di Alessandro Di Battista - cerca di spiegare la sua ultima piroetta. Ricapitolando: aveva promesso che in caso di accordo col Pd avrebbe lasciato il M5s e non lo ha fatto; aveva poi promesso che avrebbe votato la sfiducia a Giuseppe Conte in Senato, e non lo ha fatto optando per l'astensione (che equivale a Palazzo Madama al voto contrario ma non è certo il secco "no" che aveva annunciato). Ed eccolo, dunque, in televisione affermare che "il rispetto per la piattaforma Rousseau e i colleghi ieri si è esaurito. Credo che il M5s stia vivendo in una ipnosi, in buona fede". Chi lo ha ipnotizzato?, gli chiede Serena Bortone. E il grillino: "Beh, questo miracolo contiano. Quest'uomo che appartiene molto al teatro dell'assurdo di Ionesco: Il rinoceronte - si lancia Paragone - è una commedia bellissima, dove le persone si trasformano in rinoceronti. Nel primo atto alcuni personaggi che contestano la trasformazione dei cittadini in rinoceronti che scorrazzano per la città facendo danni inenarrabili, nel secondo atto, quindi nel Conte-bis, si trasformano in rinoceronti perché hanno voglia di essere come loro. Era un'allegoria, la metafora della dittatura comunista. Qui non siamo nella dittatura comunista, ma è il pensiero unico che l'Europa e il neoliberismo impiantato e incistato nell'Europa ahimè oggi domina". Belle parole. Probabilmente ha ragione. Resta però il fatto che al netto delle minacce d'addio e delle promesse circa la sfiducia, Paragone è ancora lì. Ora spiega che "il rispetto per la piattaforma Rousseau e i colleghi" si è esaurito con la fiducia a Palazzo Madama. Eppure... è ancora lì, col M5s.

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Commenti all'articolo

  • brunom

    12 Settembre 2019 - 02:02

    Paragone si e' schierato contro il sistema in difesa dei principi, poi al momento di agire si e' astenuto, intanto incassa lo stipendio. Un misto di comico e clown.

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  • gigi0000

    11 Settembre 2019 - 16:04

    Col nuovo regolamento del Senato l'astensione non equivale più a voto contrario, ma a non voto. Coso non è nuovo ad acrobazie, l'ha fatto colla Lega e lo sta ripetendo. La coerenza non sembrerebbe essere in suo possesso elo dimostra oltre ognu dubbio. Immagino sia pronto per altre capriole, ma intanto meglio tenersi un po' di quattrini facili e vivere alle nostre spalle.

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  • chimangio

    11 Settembre 2019 - 15:03

    Ne abbiamo visti tanti di chiacchieroni, di uomini pochi!

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