Cerca

Bagarre totale

Giuseppe Conte, feroce contestazione delle opposizioni alla fiducia: i due cori da brividi

9 Settembre 2019

3

Lunedì 9 settembre, il giorno in cui Giuseppe Conte chiede la fiducia alla Camera. Fiducia per il governo Pd-M5s, l'esecutivo giallorosso figlio della manovra di Palazzo. Fuori dall'aula, la protesta organizzata da Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni per chiedere elezioni subito. Ma la protesta, ovviamente, montava anche tra gli scranni a Montecitorio.

Un discorso, quello del premier-bis, iniziato con un attacco totale a Matteo Salvini, lo stesso Salvini con cui aveva governato fino a qualche settimana fa. Sin dal principio le contestazioni, le grida, il botta e risposta con un deputato di Forza Italia che ha costretto ad intervenire Roberto Fico, per richiamare il presidente del Consiglio.

Dunque un profluvio di promesse: meno tasse, scuola al centro, impegni vaghi per Lavoro e Sud, "l'Italia diventerà una smart nation" (e ci si chiede ancora cosa volesse dire). Di tutto e di più: la ricostruzione delle zone terremotate, impegno a revocare la concessione ad Autostrade, riforma fiscale subito, "ambiente al centro di un nuovo corso". Ovviamente anche il taglio dei parlamentari che il Pd non vuole, la revisione del patto di stabilità e "un'autonomia differenziata", ovvero un'autonomia radicalmente opposta a quella progettata dalla Lega di Matteo Salvini.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Tanto, tutto, troppo. E man mano che Conte parlava, la protesta montava con sempre maggior veemenza. Il presidente Fico non sapeva più, letteralmente, come far proseguire i lavori. Una protesta a cui hanno preso parte tutti i deputati presenti ai banchi delle opposizioni, compresi quelli di Forza Italia, che formalmente non ha preso parte al sit-in fuori da Montecitorio. Una protesta che ha avuto due apici. Il primo, quando le opposizioni battendo la mano sui banchi hanno iniziato a gridare a squarciagola: "Poltrona, poltrona". Fin troppo chiaro il significato. Dunque un secondo coro, durato a lungo e che ha bloccato del tutto l'intervento del Conte-bis: "Elezioni, elezioni". E anche in questo secondo caso, il significato è sin troppo chiaro.

Il governo, insomma, nasce in un contesto parlamentare avvelenato, inferocito, dove per ovvie ragioni ogni idea e tipologia di dialogo pare negata in partenza. Un governo nel quale, inoltre, il dialogo pare impossibile anche tra Pd e M5s. Un esecutivo nato in tutti i sensi sotto una cattiva stella. La peggiore delle stelle.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Stralunato

    09 Settembre 2019 - 15:03

    Però bisogna intendersi, l'ndegna gazzarra non può essere tale solo se viene da una parte politica.

    Report

    Rispondi

  • angelus80

    09 Settembre 2019 - 14:02

    ele...chè? NON CI SENTONO

    Report

    Rispondi

  • Marcer

    09 Settembre 2019 - 14:02

    Quello che facevano i pidioti quando non erano sulle poltrone.

    Report

    Rispondi

ultime news