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Parla il segretario Pd

Nicola Zingaretti: "No agli ultimatum, serve discontinuità. Gli italiani non capirebbero il rimpastone"

25 Agosto 2019

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Non cede su Giuseppe Conte. Dopo l'incontro con Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti respinge qualsiasi tipo di aut aut, mandando su tutte le furie i renziani e perdendo altro tempo prezioso in vista delle consultazioni di Sergio Mattarella: "Abbiamo un mandato sancito dalla Direzione: dare vita a un governo di svolta e di discontinuità per il futuro del Paese. Siamo al lavoro per un patto di governo, non per gli ultimatum", dice in conferenza stampa al Nazareno. "I contenuti sono importanti: l'Italia non capirebbe un rimpastone di un governo che, proprio sui contenuti, non ha trovato una sua sintesi", sottolinea il segretario dem. Che poi avvisa i suoi: "Non twittate testi che parlano di fonti Pd che non si sa mai chi sono", ricordando l'appello al silenzio stampa fatto da Dario Franceschini.

Probabilmente l'intento di Zingaretti a questo punto è di tornare a elezioni. I renziani sono in presing perché ceda sul nome di Conte e si faccia un governo che metta in un angolo Matteo Salvini ma il suo muro evidentemente esprime una linea diversa.

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Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    25 Agosto 2019 - 23:11

    Il Pinocchio fiorentino ha la tremarella al pensiero di essere cacciato definitivamente eheheh

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  • resistere sempre

    25 Agosto 2019 - 21:09

    La mano tesa del M5S al PD se non viene raccolta per fare il Governo, tanto vale andare alle elezioni. In campagna elettorale ci sarà tutto il tempo per chiarire le cose fatte nel Governo caduto e quello che si aveva intenzione di fare. Se poi non si potrà evitare l'aumento dell'iva e l'italia andrà in recessione ci sarà chi si prenderà la responsabilità. Mai certezze nei sondaggi...

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  • resistere sempre

    25 Agosto 2019 - 20:08

    Conte la discontinuità l'ha dimostrata dimettendosi e rimettendo il mandato a Mattarella, una volta constatato l'impossibilità di continuare a collaborare con Salvini e facendo un discorso di chiarezza e correttezza istituzionale. Per paradosso se si fosse andati al voto di sfiducia molto probabilmente il Governo non l'avrebbe ricevuta. Il no a Conte di Zingaretti è pretestuoso

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