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Fine ingloriosa

Luigi Di Maio, il silenzio dopo il sì al decreto sicurezza-bis: capo chino per non perdere la poltrona

6 Agosto 2019

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Altro che super-fronda e crisi di governo: il M5s si è piegato a tempo record a Matteo Salvini sul decreto sicurezza-bis, approvato senza alcun patema nonostante i boatos della vigilia e le voci su agguati che non si sono mai verificati. Troppo importante, per i pentastellati, non perdere poltroncina e potere: sanno benissimo che dalle prossime elezioni, con discreta evidenza, ne usciranno fatti a pezzettini.

(Nel video, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, i leghisti esultano in aula dopo l'approvazione del sicurezza-bis)

E, tra i pentastellati, chi incarna al meglio il terrore di perdere uno strapuntino di potere è il capo politico, Luigi Di Maio, il quale continua a piegare il capo al cospetto del ministro dell'Interno. Un Di Maio che, stando a rumors e indiscrezioni, è sempre più solo all'interno del M5s. Un Di Maio che dopo l'ok al decreto sicurezza-bis non è riuscito a dire una parola. O meglio, sì, lo ha fatto: ha affermato che il taglio del cuneo fiscale e il salario minimo restano una priorità. Ma su quanto accaduto muto: nessun tipo di "giustificazione", nessuna spiegazione alla base inferocita. Nulla di nulla, segno di una sconfitta a tutto campo.

Silenzio, per giunta, anche sulla paradossale mozione contro la Tav presentata dal M5s contro il loro stesso governo. Mentre si sviluppava lo scontro tra Salvini e Danilo Toninelli, Giggino restava silente. Meglio tacere, la decisione è già presa da tempo: i pentastellati governativi sono per l'accordo tacito, silenzio assenso. Anche su questo punto stravince Salvini. E Di Maio, temendo di scomparire per sempre dai radar della politica, tace e incassa.

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Commenti all'articolo

  • levantino

    06 Agosto 2019 - 19:07

    Salvini s'incazza con Toninelli. Ma i 5 stelle non sono da meno. Primo fra tutti Luigi Di Maio e poi scendendo.

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  • Andi50

    06 Agosto 2019 - 18:06

    Di Maio dovrebbe fare la conta dei suoi poi verificare se esiste la maggioranza, se non c'é aggiungere la Meloni; così facendo si ritaglierebbe uno spazio da vero leader ed alle prossime politiche si presenti con un suo partito e la rimanenza se la prenda Fico e compagnia bella e vediamo a che percentuale arrivano.

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