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Tentativi disperati

Luigi Di Maio rilancia su salario e nomine Ue. Ma il sondaggio interno al M5s lo umilia: un capo finito

21 Luglio 2019

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Rilancia sul salario minimo e sul candidato italiano alla Commissione Ue ("Niente nomi tecnici"). Ma la verità è che Luigi Di Maio sembra tristemente avviato verso la crisi di governo, nonostante lotti con tutte le forze per evitarla sapendo che in ogni caso rappresenterebbe la sua fine politica.  



Secondo un retroscena del Messaggero, il capo grillino è rimasto schiacciato tra l'ala anti-Lega di Fico e Di Battista e quella governista di Casaleggio. "Ormai nel Movimento è maturata una certezza - scrive il quotidiano romano -. Quando si tornerà alle urne, non sarà Di Maio il candidato premier dei pentastellati". Soprattutto, sondaggi alla mano nella war room dei 5 Stelle gira un dato inequivocabile, quello sull'indice di apprezzamento: il premier Giuseppe Conte è al 54,9% (e in crescita), con il picco del 94% tra gli elettori M5s. Di Maio, invece, si ferma al 34% e "solo" l'87% tra i suoi elettori. "Il profilo moderato del premier mette d'accordo tutti", spiega ancora il Messaggero, dai simpatizzanti al Quirinale: a lui guardano nel Movimento, prima ancora che a Di Maio, quando si tratta di intuire la linea. 

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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