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Immigrazione, Frontex svela il trucco degli scafisti: "Utilizzano vecchie barche invisibili ai radar"

23 Giugno 2019

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È giovedì 20 giugno quando il secondo pilota di un aereo di Frontex in ricognizione sul Mediterraneo si accorge di qualcosa di strano: in mare c'è un peschereccio azzurro che traina una barchetta di legno vuota. Fin qui nulla di strano se non fosse che attorno non vola nemmeno un gabbiano. Non c'è barca da pesca - rivela Repubblica - che non proceda con una scia di uccelli attirati dall'odore delle reti e del pescato. Ma a bordo di quel peschereccio all'apparenza come tanti altri non ci sono né reti né pesci. La sua stiva è piena di migranti che cercano di raggiungere l'Italia. Quel viaggio, infatti, partito la notte precedente dalla spiaggia libica di Al Zwara, ha come destinazione proprio Lampedusa.

Per arrivare nel nostro Paese adesso è meglio tornare alle origini. Gli scafisti preferiscono i vecchi barchini, quelli invisibili ai radar che riescono a portare in Sicilia piccoli gruppi di persone, spesso trainati da una mother boat. I trafficanti libici hanno così cambiato strategia sfruttando anche quel vantaggio di spazio e di tempo inaspettatamente concesso loro dal nuovo modus operandi delle motovedette italiane che, ormai da un anno - prosegue il quotidiano di Verdelli - hanno l'ordine di non partecipare più ad eventi di ricerca e soccorso in acque internazionali. Cosa che impedisce di inseguire e fermare le navi-madri fino a quando i barchini da loro trainati (che vengono considerati come una loro estensione) non entrano in acque italiane. Questo prevede la Convenzione di Montego bay sul diritto del mare e così è successo l'altro pomeriggio quando i trafficanti-pescatori, filmati e seguiti dall'alto da ore prima dall'aereo e poi da un drone di Frontex, stavano per riuscire a farla franca proprio per l'impossibilità della motovedetta italiana.

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