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Assalto a Di Battista

Matteo Salvini blinda Luigi Di Maio: "Se vince il M5s del no, si torna al voto. Altri governi non ne faccio"

29 Maggio 2019

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Sì a Luigi Di Maio, no al Movimento 5 Stelle trazione Alessandro Di Battista. Matteo Salvini interviene sulla crisi dell'alleato di governo blindando l'alleanza, ma con una postilla deflagrante. Traduzione dal politichese: se i 5 Stelle molleranno il loro capo politico, allora sarà la fine di Giuseppe Conte e di questo esecutivo, con ritorno alle urne. A meno di un'intesa tra M5s e Pd per far continuare la legislatura con l'avallo del presidente Sergio Mattarella

In mattinata, il leader della Lega ha incontrato il premier a Palazzo Chigi per fare il punto sullo stato di salute traballante della maggioranza. "Ho detto al presidente Conte che bisogna fare bene e fare in fretta. Mi rifiuto di prendere come parametro di governo le ultime settimane passate a litigare, polemizzare, bloccare, insultare. Quella è una parentesi infelice dettata dalla campagna elettorale. Se poi nei Cinquestelle prevalesse la linea della barricata e del no ad ogni costo, valuteremo". "Non voglio fare forzature - commenta ancora Salvini dopo aver riunito i suoi gruppi parlamentari -, vogliamo lavorare per quattro anni. Maggioranze con gli Scilipoti o i cambia bandiera di turno non ne faccio, la maggioranza se c'è è questa. Per me c'è, poi non commento le scelte degli altri partiti, mi rifiuto di pensare di andare a raccattare tre senatori qui, dieci deputati là, non ci penso neanche". Se i 5 Stelle faranno fuori Di Maio e cambieranno drasticamente linea, dunque, si tornerà al voto: "Non me lo auguro. Teoricamente dovrei lavorare per questo, perché uno dice raddoppio i voti e raddoppio i parlamentari. Io vorrei continuare a lavorare come abbiamo fatto nei primi nove mesi, bene, con questo governo. Certo, se dovesse trascinarsi l'ultima parentesi delle ultime settimane, no".

Con Conte, sottolinea, "abbiamo parlato di cose da fare: sull'autonomia c'è sintonia, sul decreto sicurezza siamo ampiamente pronti, sulla riforma fiscale c'è la volontà di andare avanti, c'è il tema Europa". Quanto ad un vertice a tre anche con l'altro vicepremier Di Maio e ad un consiglio dei ministri, "se domani i Cinquestelle votano su Di Maio e poi ci saranno riunioni, immagino - afferma il leader del Carroccio - che non ci incontreremo né oggi, né domani, né probabilmente dopodomani e non voglio fare forzature".

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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