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La crescita

Omnibus, Matteo Salvini e l'analisi di Alessandro Amadori; "La Lega stava sparendo, ora..."

2 Novembre 2018

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A guardare i sondaggi oggi, la Lega sembra attraversare una fase di ascesa inarrestabile, compreso il suo segretario Matteo Salvini. L'errore più comune però è considerare questa fotografia come un attimo passeggero, come spiega Alessandro Amadori dell'Istituto Piepoli a Omnibus su La7. Il sondaggista ricorda come a fine 2013 la Lega fosse poco sopra il 3%: "Rischiava addirittura di rimanere fuori dal Parlamento Europeo".

Alle ultime elezioni Europee però la Lega è salita al 6%: "La storia di Salvini comincia da quel dato - dice Amadori - e si può interpretare con la regola del 6", la Lega infatti ha poi fatto dei "salti quantici, come nella fisica dei quanti" all'insegna del numero 6. Nel 2016 "è passata nelle intenzioni di voto al 12%", quindi in due anni. "Poi al voto del 2018 è arrivata al 18%, quindi nelle intenzioni di voto si è portata al 24%. E adesso da diverse settimane diversi istituti la danno oltre il 30%". In circa cinque anni insomma la Lega ha decuplicato il proprio consenso.

Da dove vengono quei voti? "Ci sono anche elettori delusi di area Pd, ma il grosso della crescita è avvenuto nel bacino elettorale del centrodestra. La Lega - aggiunge Amadori - da piccolo partito marginale nella coalizione, con un'intelligente operazione di riposizionamento da partito di un territorio a partito dei territori".

L'intuizione di Salvini gli ha permesso l'apertura delle porte su un bacino elettorale enorme: "Sono persone con un sentiment di centrodestra, ma la Lega è estremamente trasversale: prende voto studentesco, degli operai, delle donne, dei pensionati e soprattutto in quel segmento 35-45 anni che è quello più attivo economicamente nella società italiana, insomma la parte più produttiva del Paese".

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