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La svolta

Silvio Berlusconi, la svolta radicale su Forza Italia: partito azzerato, cambia il nome

26 Luglio 2018

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Silvio Berlusconi riabbraccia i politici azzurri impegnati in parlamento, nelle regioni e nei comuni e annuncia la svolta che riporterà Forza Italia alla guida del Paese. Nell’auletta dei gruppi di Montecitorio, gremita soprattutto da quel 70 per cento di nuovi senatori e deputati di cui si dice "orgoglioso", il Cav lancia L’ altra Italia il contenitore del rinnovamento che ha avuto inizio con la nomina di Antonio Tajani a vicepresidente. La strada è tracciata e l’ex premier non intende girarsi dall’altro lato. "Io sarò con voi in questa battaglia. Sarò in campo perchè lo considero un dovere morale verso il mio Paese" assicura preannunciando di fatto la sua candidatura alle elezioni europee del prossimo maggio. Berlusconi insomma suona la carica perché è convinto che "guardando la situazione attuale e a quello che sta succedendo nel giro di alcuni mesi questo governo finirà". Si dice dispiaciuto infatti di rilevare che "l’azione del Governo Conte fin qui è stata di assoluta mediocrità, e nei prossimi mesi è destinata a peggiorare".

Insomma Berlusconi è certo che la luna di miele giallo-verde sia destinata a breve a "sgonfiarsi" e l’alleato se ne renderà conto. È proprio a Matteo Salvini che infatti si rivolge per un "accorato appello" per fare in modo che rientri nella coalizione di centrodestra che, secondo Berlusconi, sta tradendo non rispettando il programma che gli elettori hanno votato. "Blocchi" il decreto dignità, dice a gran voce, "un provvedimento, scritto da chi evidentemente non sa nulla del mercato del lavoro, che è destinato a distruggere dei posti di lavoro". E il riferimento è evidentemente a Luigi Di Maio.

Sempre sulla linea di non attaccare frontalmente la Lega, Berlusconi non fa sconti invece al pentastellato a capo di "sessantottini in ritardo" "con la stessa arroganza, la stessa incultura, la stessa violenza verbale di allora, lo stesso disprezzo per la società borghese".

Sul decreto dignità comunque l’appello del Cav cade nel vuoto. Salvini a stretto giro replica: "Noi lavoriamo per migliorarlo, non per bloccarlo. Siamo il governo del cambiamento, non del blocco". Anche quando i due si incrociano sulle scale della Camera i rapporti sembrano gelidi. "I tuoi sono tranquilli in Veneto?" chiede il leader azzurro riferendosi ai malumori sul dl dignità. Salvini risponde piccato: "Sì sono più tranquilli del tranquillo". Berlusconi chiude la sua giornata politica nello studio della vicepresidente Mara Carfagna condividendo un caffè con i capigruppo e responsabili di Forza Italia nelle commissioni parlamentari. A passarlo a salutare anche Emanuele Fiano del Partito democratico. Quanto annunciato si concretizzerà a settembre quando Berlusconi tornerà nei territorio per i congressi locali per coordinatori cittadini e provinciali che saranno eletti.

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