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Inchiodati

Daniela Santanchè, le prove sul gioco sporco della Open Arms: "Come facevano a sapere dov'era Josepha?"

26 Luglio 2018

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L'ultimo terribile sospetto sulla Ong Open Arms arriva da Daniela Santanchè. Si torna a parlare del salvataggio di Josepha, dopo il quale erano piovute le accuse irriferibili contro il governo e Matteo Salvini, accusati di "assoldare killer libici" il cui scopo era uccidere migranti in mare. La pitonessa, infatti, azzanna a L'aria che tira su La7, rivolgendosi ad Erasmo Palazzotto di Liberi e Uguali: "Lei che è stato a bordo della Open Arms, come facevate a conoscere esattamente la posizione di Josepha e delle due salme prima della guardia costiera libica?". Il deputato di LeU ha risposto: "Io ho ascoltato nel ponte di comando della Open Arms la prima comunicazione tra la guardia costiera libica e il mercantile Triades che segnalava la posizione di un gommone in direzione nord a 70 km dalla Libia’. Noi siamo andati a controllare nell'ultima posizione segnalata". Peccato però che, stando a quanto risulta, il mercantile abbia lanciato l'allarme soltanto 12 ore dopo. Una circostanza sulla quale, a gran voce, la Santanchè ora chiede di indagare. Già, c'è qualcosa (di molto grosso) che sembra proprio non tornare...

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Commenti all'articolo

  • levantino

    26 Luglio 2018 - 15:03

    Liberi e Uguali,questi hanno diritto di parola? Ragionano come il PD. Non c'è da meravigliarsi,sono una lunga mano.

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