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Nostalgia

Sallusti contro Conte e Di Maio "turisti per caso": "Con Berlusconi Italia centrale, oggi agenzia di viaggi"

14 Gennaio 2020

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Un confronto impietoso. Alessandro Sallusti paragona "l'Italia di Silvio Berlusconi" con quella di oggi, guidata in politica estera da Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. "Un'Italia che si muoveva sullo scacchiere internazionale da protagonista ascoltata e rispettata", ricorda nel suo editoriale il direttore del Giornale, contrapposto a quella grillina diventata "una agenzia viaggi". 

Il ricordo del vertice di Pratica di Mare del 2002, con lo storico accordo tra Vladimir Putin e i 18 paesi della Nato. La partecipazione del premier turco Erdogan al G8 del 2008, la stabilizzazione dei rapporti con la Libia di Gheddafi nel 2006. Tutto cancellato. "Il nostro premier - nota nostalgico Sallusti - in quegli anni, si muoveva a tutto campo: nel 2010 è il primo presidente del Consiglio italiano a parlare alla Knesset, il Parlamento israeliano, e quattro anni prima aveva avuto lo stesso tributo dagli americani che lo ascoltarono a camere congiunte, onore riservato solo ai grandi leader (Alcide De Gasperi, Bettino Craxi e Giulio Andreotti)".

E oggi? "Conte e Di Maio turisti per caso vanno su e giù per l'Europa e il Nord Africa a consumare il cherosene degli aerei di Stato (che a Greta solo a vederli le viene l'ittero) e con appresso le telecamere Rai a stringere mani per fare credere agli italiani distratti di contare qualcosa". La realtà, conclude Sallusti, è diversa perché "nella migliore delle ipotesi ratificano accordi decisi da altri". "Siamo diventati la Cenerentola dell'Europa ma all'orizzonte non c'è alcun principe azzurro disposto a riappaiare la scarpina persa l'ultima volta che ballammo a una festa importante". Era il 2011: "ultimo dell'era Berlusconi primo della democrazia sospesa". 

Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Conte e il vertice di Berlino sulla Libia

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Commenti all'articolo

  • chimangio

    14 Gennaio 2020 - 13:57

    Com'é vero, Sallusti. Nella democrazia degli incapaci troveremo la nostra irrilevanza politica: Meglio così; dal fondo, spero, si potrà solo riemergere. Altrimenti, pazienza saremo la colonia di qualcuno. Speriamo ci resti il tempo di scappare!

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