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il dramma prosegue

Venezia, il record storico deve ancora arrivare: ecco quanto si toccherà il picco di 160 cm

16 Novembre 2019

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La tregua è durata poco. Venezia è tornata a fare i conti con la paura. E in città sono tornate a risuonare le sirene dell' allarme. Dopo i 187 centimetri di martedì, ieri la marea ha toccato quota 154 centimetri, ovvero il massimo rilevato alla Punta della Salute alle 11,26. Piazza San Marco, già abbondantemente allagata, è stata chiusa «per non mettere a rischio l' incolumità delle persone. Siamo ancora in uno stato di emergenza», dice in mattinata il sindaco, Luigi Brugnaro, che deve dividersi tra la gestione degli interventi e la parte politica, con l' accoglienza di ministri e leader che raggiungono il capoluogo veneto. Ieri, per dire, è stata la volta del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, e di Matteo Salvini. Oggi tocca al ministro dell' Interno, Lamorgese.


Il peggio non è ancora alle spalle. Secondo le previsioni del Centro maree, un' altra giornata difficile sarà quella di domani, quando sono attesi 160 centimetri d' acqua. Una soglia inferiore ai 140 centimetri - considerati da "allarme rosso" - ma comunque significativa e tale da sommergere gran parte della città. Per dare un' idea di ciò che sta accadendo al capoluogo veneto, basti ricordare che dal 1872, anno di inizio delle rilevazioni, non si erano mai registrate due maree superiori ai 150 centimetri nello stesso anno. Inoltre le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni non inducono all' ottimismo.
Ieri il servizio di trasporto pubblico di Venezia è stato complessivamente sospeso. Sono rimasti operativi solo i collegamenti con le isole dove si trovano impianti rimasti accessibili. Ma è il patrimonio artistico a subire i danni maggiori per ogni ora trascorsa sott' acqua. Ieri Franceschini, insieme al sindaco Brugnaro e al procuratore di San Marco, ha compiuto un sopralluogo alla Basilica più importante di Venezia, al termine del quale ha usato toni tutto sommato poco allarmistici: «Un censimento dei danni è in atto, per fortuna non sono irreparabili».


Immediata la replica di Pierpaolo Campostrini, il procuratore della Basilica, secondo cui la marea di ieri «ha aggiunto danni a danni, perché altra acqua salata è andata a impregnare il terreno sottostante San Marco. Il pavimento è ormai imbevuto d' acqua salmastra. Sono a rischio disgregazione i mosaici e anche alcuni marmi, e questo è grave se questi materiali sono alla base delle colonne». Ieri la Basilica è stata nuovamente allagata nelle sue parti inferiori. «Senza interventi concreti, San Marco andrà incontro a un processo di invecchiamento accelerato delle sue strutture», lancia l' allarme Campostrini. Così Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d' Italia a Strasburgo, incalza il governo: «Serve una legge speciale per fermare lo spopolamento della città vecchia e difendere le attività economiche», nonché l'«immediata attivazione del Fondo di solidarietà dell' Ue».

di Tommaso Montesano

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