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Addio investimenti

Ilva, Filippo Facci: la procura di Milano si sostituisce alla politica, il disastro di Conte e dell'Italia

16 Novembre 2019

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La magistratura si sostituisce alla politica, ma niente si sostituirà all' industria che avevamo e che non avremo più. Non c' è una ragione al mondo, infatti, per cui una multinazionale dovrebbe tornare a investire in Italia laddove i chiari di luna della magistratura possono sfasciare o paralizzare tutto: e questo sempre, in qualsiasi momento. Non si tratta del fisiologico prezzo da pagare a margine di reati che vengano compiuti (reati ambientali o contrattuali, anzitutto) come sarebbe anche naturale: quello della magistratura è proprio un ficcare il naso per avere voce in materia, un esempio perfetto di discrezionalità dell' azione penale. Passi, cioè, che i commissari politici dell' Ilva si siano rivolti alla magistratura e abbiano depositato un ricorso d' urgenza in cui chiedono all' indiana ArcelorMittal di rispettare gli accordi presi in precedenza, sostenendo, cioè, che non ci sarebbero le condizioni per recedere dal contratto d' affitto degli impianti ex Ilva. Questo è normale.

Contro ignoti - Meno normale - ma ormai ordinario, in Italia - è che dall' iperspazio si materializzi la solita procura di Milano - notizia di ieri - che sul bailamme dell' Ilva ha aperto un fascicolo conoscitivo «ex articolo 45» contro ignoti. Per quale ipotesi di reato? Nessuna in particolare: intanto lo aprono, così da potersi genericamente muovere. Il procuratore Francesco Greco ha spiegato, con una nota scritta, che appunto non ci sono indagati, ma che l' obiettivo è vederci chiaro nella rescissione del contratto visto il «preminente interesse pubblico in campo». In pratica è una cosa importante, e allora se ne occupano: la delega è stata data alla polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza e all' aggiunto Maurizio Romanelli, oltreché ai pm Stefano Civardi e Mauro Clerici. Nota di costume: il cosiddetto «ex modello 45» è anche quello a cui si ricorre nel caso di denunce presentate da pazzi con manie di persecuzione.
Quindi riassumendo: 1) C' è il ricorso alla magistratura di ArcelorMittal, che ha chiesto al tribunale di «accertare e dichiarare l' efficacia del diritto di recesso dal contratto di affitto con obbligo di acquisto dei rami di azienda»; 2) C' è la controffensiva dei commissari straordinari, che hanno depositato un ricorso cautelare d' urgenza dove dicono ad Arcelormittal di non rompere le scatole, perché a loro dire mancano le condizioni perché recedano dal contratto d' affitto dell' Ilva, e dicono che la mancanza o attenuazione dello scudo penale (scudo dalla magistratura, tanto per cambiare) non è una condizione sufficiente; 3) C' è il procedimento penale, spontaneo e non richiesto, della procura di Milano, che vuole «esercitare il diritto/dovere di intervento nella causa di rescissione del contratto di affitto d' azienda promossa dalla società ArcelorMittal Italia contro l' amministrazione straordinaria dell' Ilva... ravvisando un preminente interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazionali, alle necessità economico-produttive del Paese, agli obblighi del processo di risanamento ambientale». E 'sti cavoli.

Anomalia italiana - La Procura di Milano esercita. La procura di Milano ravvisa. Supplire alla politica, da una parte, è una buona cosa: soprattutto quando la politica è inetta o inesistente, in altre parole grillina. Ma, dall' altra, siamo di fronte alla perpetuazione e al perfezionamento di ciò che ha reso l' Italia un luogo alieno a qualsiasi investimento straniero. Un tempo, al potenziale investitore che chiedeva lumi sulla situazione italiana, si spiegava che i principali problemi potevano sorgere da apparati politico-burocratici che creavano ostacoli anziché rimuoverli; oggi, invece, l' investitore sente pronunciare solo la parola «magistratura», potere irresponsabile che non risponde di errori o effetti del proprio agire - qualcosa che all' estero non riescono nemmeno a concepire - e che può bloccare o congelare qualsiasi iniziativa in qualsiasi momento. Non c' è correttezza o codice di comportamento che possa garantire che inchieste paludose o sequestri cautelari non brucino tempo e miliardi, e a quanto pare non c' è richiesta di scudo penale che non faccia rognare la peggior opinione pubblica d' occidente: la quale, probabilmente, a Taranto, pretenderebbe lavoro, chiusura della fabbrica, bonifica ambientale e di passaggio galera espiatoria per i nuovi padroni. Siamo a una fase nuova. Un tempo la magistratura si faceva supplente della politica e la determinava, buttava giù ministri e governi, inquinava e invadeva i processi legislativi; oggi basta molto meno, la magistratura si fa supplente della politica ma è una supplente di sostegno, un aiuto a chi ha ritardi politico-mentali.

di Filippo Facci

Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, il commento di Barbagallo (Uil)

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