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Come ha fregato i controlli

Mirandola, perché il marocchino dell'incendio non poteva essere espulso: "Ora a casa col primo barcone"

21 Maggio 2019

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Il giovane marocchino ritenuto responsabile dell'incendio di Mirandola non poteva essere espulso dall'Italia, almeno prima dell'entrata in vigore dell'ultimo decreto Sicurezza. Il giovane, infatti, al momento della notifica del decreto di espulsione della questura di Roma lo scorso 14 maggio aveva espresso l'intenzione di chiedere asilo.

Dopo l'arresto di oggi, invece, fonti del Viminale riferiscono che "ora lo aspetta il carcere". Il giovane arrestato per il rogo al comando della Polizia municipale nel Modenese, per il quale sono morte due persone, sarà sottoposto alla procedura accelerata di esame della sua istanza di protezione internazionale secondo quanto stabilito dal Decreto Sicurezza, esattamente come per il nigeriano richiedente asilo che stamattina a Torino ha staccato un dito a un poliziotto

Finora il marocchino era riuscito a sfuggire a ogni genere di verifica grazie a una serie di trucchi, come ha confermato lo stesso Matteo Salvini: "Aveva dato quattro identità diverse, non è minorenne e grazie al decreto Salvini, va a casa sul primo barcone, troppo comodo l'aereo per certi infami. Grazie al decreto sicurezza questo si può espellere".

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Commenti all'articolo

  • blu_ing

    22 Maggio 2019 - 06:06

    mandateli via tutti nessun o escluso e se i magistrati di bruxelless protestano portateli a casa loro, confiscate l' 8x1000 alla chiesa cattolica per mantenere gli scuri che inixino a pagare poi vediamo se sono contenti di farli arrivare con i portafogli vuoti

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  • oscar1234

    22 Maggio 2019 - 01:01

    Salvini , bravo ....lascia che rosicano

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