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Contro il Viminale

Sea Watch, la nave avanza: 47 migranti a un passo da Lampedusa. Conte e Di Maio, gioco sporco su Salvini

19 Maggio 2019

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La Sea Watch con 47 migranti a bordo è entrata nelle acque italiane e si sta avvicinando lentamente al porto di Lampedusa, sfidando il Viminale e la politica dei "porti chiusi" del ministro degli Interni Matteo Salvini. Il guaio, per il vicepremier leghista, è che di fronte ai "gravi motivi umanitari" e alla "situazione insostenibile" lamentata dal capitano della ong tedesca per motivare la sua manovra sia Capitaneria di porto sia, soprattutto, il premier Giuseppe Conte (su input dell'altro vicepremier, il grillino Luigi Di Maio) hanno ceduto senza batter ciglio. L'imbarcazione è ora alla fonda a circa un miglio dalle coste di Lampedusa, dopo che due giorni fa 17 migranti, tra cui 7 bambini, erano già stati fatti sbarcare sull'isola.



Sabato pomeriggio la ong tedesca ha segnalato ieri uno "stato di emergenza" a bordo, e attende "istruzioni" dal governo italiano spaccato letteralmente a metà. In serata era stato il capo dei Cinque Stelle a sottolineare di voler far riferimento "su questo" al presidente del Consiglio Conte, che ha dovuto registrare, invece, la reazione irritata di Salvini: "Mi auguro che nessuno mi dica cosa fare - ha affermato il leghista - visto che ho dimostrato che l'immigrazione può essere gestita positivamente. Se qualcuno mi chiamasse e mi dicesse Falli sbarcare, io dico no". Anche se fosse Conte? "Ma perché? Non vedo il motivo per cui dovremmo aiutare degli scafisti. Questi non sono soccorritori, sono aiutanti dei trafficanti degli esseri umani".

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