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Violenza sulle donne e pregiudizio, l'assessore Marciani in prima fila con Paola Di Nicola

5 Marzo 2019

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Ci sono pregiudizi che, spesso, è difficile abbattere. Specie se si è donna e si è talvolta vittime di una società sempre più maschilista che, in molti casi, è il germe da cui si innesta la violenza che sfocia in tragedia. Ecco allora che raccontare le sofferenze dal punto di vista dei preconcetti e degli stereotipi che la donna è costretta a subire, come una seconda violenza, diventa più che mai necessario. E’ ciò che ha fatto il magistrato di origini abruzzesi Paola Di Nicola nel libro «La mia parola contro la sua. Quando il pregiudizio è più importante del giudizio», presentato a Palazzo Armieri dall’assessore regionale alle Pari Opportunità Chiara Marciani. Il libro invita dunque a riflettere su tanti aspetti della violenza sulle donne e sui luoghi comuni che spesso vi sono legati. “Le donne mentono sempre”. “Le donne strumentalizzano le denunce di violenza per ottenere benefici”. “Se l’è cercata”. “Le donne usano il sesso per fare carriera”. “Ma tu com’eri vestita?”. Questi sono solo alcuni dei pregiudizi che la nostra società ha interiorizzato. Con la sua attività di magistrato, l’autrice ha deciso di affrontare il problema dalle aule del tribunale, «ovvero dal luogo in cui dovrebbe regnare la verità e invece troppo spesso regna lo stereotipo», dice. «Un libro che tratta dell’argomento delle discriminazioni - spiega l’assessore Marciani - che spesso le donne sono costrette ad affrontare con un approccio particolare, quello di un giudice donna, che sottolinea come spesso le vittime durante i processi non siano adeguatamente prese in considerazione e siano loro stesse a dover dimostrare di avere subito violenza e non invece chi la commette. Un libro che è anche l’occasione per ricordare le azioni che la Regione sta portando avanti e che la sinergia tra le istituzioni è un elemento importante per incoraggiare le donne a denunciare». Tra le azioni messe in campo dall’ente di Palazzo Santa Lucia «i centri anti violenza e un supporto economico che permette alle vittime di avere un’autonomia grazie a progetti come «Svolte», fondamentali per sostenere le donne e i loro figli nel percorso di uscita dalla violenza», conclude la Marciani.

 

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