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Milano

Centro sociale Cantiere, la Sardone in incognito: "Vergognoso business nella totale illegalità"

22 Dicembre 2018

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“Dopo il sopralluogo in incognito al Macao, per documentare lo spaccio di droga e le feste esentasse dei compagni che la giunta Sala vuole regolarizzare, mi sono travestita ancora per fare luce sul business illegale del centro sociale Cantiere che dal 2001 occupa abusivamente una palazzina di via Monte Rosa. Sono entrata all’ora di pranzo nella Taverna Sociale, la mensa illegale del Cantiere, e ho potuto constatare l’esistenza di un vero e proprio ristorante abusivo. Tavoli, sedie, cucina, musica, persino il wi-fi. Ovviamente del registratore di cassa nemmeno l’ombra, tanto che quando ho pagato il conto non mi è stato rilasciato nessuno scontrino. Così fanno affari i centri sociali che Sala etichetta come portatori di valori: fatturare in nero all’interno di un edificio occupato senza alcun titolo, che tipo di valore è?”.

Così Silvia Sardone, consigliere regionale e comunale del Gruppo Misto. “Il servizio ristorazione, a pranzo, va avanti dal lunedì al venerdì e in alcuni giorni del fine settimana è attivo anche alla sera. Tutti i piatti sono rigorosamente sponsorizzati su facebook e i soldi incassati, come spiegato dagli stessi antagonisti, servono per pagare le spese legali di chi ha avuto problemi con la giustizia. Non bisogna infatti dimenticare che 11 militanti del Cantiere sono stati condannati per gli scontri con la polizia durante un corteo nel 2012. Sui muri del centro sociale – continua Silvia Sardone – si leggono insulti a politici e forze dell’ordine, oltre a inviti a occupare. Sono entrata anche nella biblioteca del Cantiere, dove gli scaffali sono pieni di libri ideologici che incitano all’anarchia e di veri e propri manuali su come occupare case abusivamente. Del resto è noto che il Cantiere, insieme al Comitato Abitanti San Siro, è in prima linea da anni nell’evitare gli sgomberi degli alloggi popolari opponendosi con la forza al lavoro sacrosanto di ispettori Aler e polizia”.

Chiude Silvia Sardone: “Nella Milano amministrata dalla sinistra succede anche questo: che dei delinquenti abusivi facciano soldi aprendo un ristorante senza che nessuno osi alzare un dito. Capisco che la sinistra, in perdita di consensi elettorali su ogni fronte, sia alla deriva e si tenga buono chi può garantirgli un pacchetto di voti, però credo che sia inaccettabile chiudere un occhio di fronte a realtà del genere. Sala e compagni sono così attenti nello stabilire l’altezza e il colore degli ombrelloni esterni dei locali, multano i commercianti che sistemano una fioriera fuori posto di qualche centimetro, e poi stanno zitti davanti abuso come quello della Taverna Sociale? Dovrebbero solo vergognarsi”.

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