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Boom AfD

Germania, l'urlo di Gauland e ultra-destra: "Daremo la caccia alla Merkel, ci riprendiamo la Germania"

25 Settembre 2017

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Nel palazzone stile Ddr di Alexanderstrasse, Berlino, Alice Weidel e Alexander Gauland fanno festa per il quasi 13% di voti che porta Alternative fur Deutschland in Parlamento. È il primo partito di estrema destra a farlo in Germania dal Dopoguerra e per questo, in strada, non ci sono folle esultanti ma un manipoli di "democratici" progressisti che gridano slogan come "nazisti maiali". La verità, al di là della propaganda e della sterile paura, è che AfD ha conquistato i voti degli arrabbiati, dei delusi, di chi si sente dimenticato dai due grandi partiti che da sempre guidano il Paese, i centristi della Cdu e i socialisti dell'Spd. E ora condizioneranno, pesantemente, la vita parlamentare del quarto governo di Angela Merkel.

"Ce l'abbiamo fatta, siamo nel Bundestag e cambieremo questo Paese", annuncia a caldo Gauland. "Il fatto che siamo il terzo partito più forte significa che daremo la caccia al governo, daremo la caccia alla Merkel o a chiunque altro. E ci riprenderemo il nostro Paese e la nostra nazione". 

Tra i primi atti parlamentari che l'AfD promuoverà c'è l'istituzione di una commissione d'inchiesta per indagare sulle violazioni che sarebbero state commesse dalla Merkel nella gestione della crisi dei migranti. Secondo la Weidel, la cancelliera dovrebbe essere citata in giudizio per aver allentato le regole sull'asilo, aprendo la porta negli anni e nei mesi scorsi a decine di migliaia di migranti.

Nel partito però c'è già chi critica: è Frauke Petry, l'ex leader che aveva guidato la prima fase del partito (fondato da Bernd Lucke nel 2013) è stata fatta fuori dai falchi Weidel e Gaualand, più duri su immigrazione e Unione europea, e ora contesta il fatto che, con il crollo dell'Spd, AfD avrebbe potuto aspirare a un ruolo di governo, ammorbidendo alcune posizioni. Una protesta clamorosa, tanto che la Petry, eletta, ha deciso di non far parte del gruppo parlamentare di AfD. Difficile pensare, però, che con posizioni più concilianti l'ultra-destra avrebbe ottenuto un simile risultato elettorale.

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Commenti all'articolo

  • Ben Frank

    Ben Frank

    25 Settembre 2017 - 11:11

    Da persona di destra che vive da 30 anni in Germania: la AFD non si prenderà nulla; in primo luogo perché non hanno personale all'altezza, poi sono solo un partito-contro senza un vero programma di governo e, oltretutto, stanno già esplodendo, visto che Frauke Petry, la segretaria del partito messa un po' in disparte dalla Weidel, ha annunciato che non entrerà nella frazione dell'ÄFD in Bundestag

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