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Lunghi coltelli

La guerra di civiltà dentro il Partito democratico

13 Ottobre 2018

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La guerra di civiltà dentro il Partito democratico

Michelle Obama contro Eric Holder, la senatrice Heidi Heitkamp contro Hillary Clinton. E poi il capo dei senatori Chuck Schumer, il suo collega Cory Booker e la deputata Maxine Waters che si schierano con i falchi Holder e Hillary… C’e’ una “guerra di civilta’ ” in America, ed e’ all’interno del partito Democratico tra chi pensa che sia tempo di darsi una calmata e di ripristinare un certo modus vivendi con il GOP senza minacciare violenze, neppure verbali e tantomeno fisiche, e chi invece non sente ragioni: “Questa e’ una guerra, e la combattiamo con ogni mezzo fino a quando non controlliamo noi il Congresso”.
Un conto e’ la indiscutibile deriva a sinistra, in senso politico, che ormai accomuna tutti i probabili candidati a sfidare Trump nel 2020. Bernie Sanders, il senatore socialista che ha ribadito che non prendera’ la tessera dei DEM anche se correra’ ancora per la Casa Bianca, e’ diventato il leader ideologico della sinistra e ha sdoganato gli obiettivi radicali che una volta erano anatema per l’America centrista e moderata che decideva le elezioni: sanita’ pubblica senza liberta’ di scegliere medici e polizze; universita’ statali gratis e debiti cancellati; immigrazione libera e sanatoria per i clandestini. Ma ben altro conto e’ la dichiarazione di guerra lanciata ai Repubblicani da numerosi leader DEM in carica ora nel Congresso, o che stanno preparando la campagna per il 2020. Mentre sul programma la mosca bianca che ostacolera’ il super welfare economico e il lassismo sulla sicurezza potrebbe essere, forse, l’ex-repubblicano Mike Bloomberg che per candidarsi si e’ re-iscritto ai DEM due giorni fa, il confronto sulla legittimita’ dei toni incivili da assumere nella sfida politica ai Repubblicani dilania verticalmente il partito.
“Tu non puoi essere civile con un partito politico che vuole distruggere quello per cui ti batti, quello di cui ti preoccupi”, ha detto Hillary all’inviata della CNN Christiane Amanpour. “Io credo che se siamo fortunati abbastanza da riconquistare il controllo della Camera e/o del Senato, allora quello e’ il momento in cui si puo’ riprendere ad essere civili.” La democrazia, per la Clinton, e’ quando e’ lei a governare.
Heitkamp, che corre per la rielezione a senatrice in uno Stato trumpiano come il Nord Dakota e che rischia la perdita del seggio avendo votato “no” su Kavanaugh, ha subito attaccato Hillary in una intervista, sempre sulla CNN, ad Anderson Cooper: “E’ ridicolo. Non riesco a immaginare come si possano fare delle cose se non si riporta un tono civile in politica”, ha detto Heitkamp. “Cio’ vale per entrambe le parti e io spero che si possa trovare un terreno comune in questo paese. Anche parlando degli assalti sessuali che sono piu’ importanti di quello che la gente pensava che fossero.”
Eric Holder, l’ex ministro della Giustizia di Obama (censurato a suo tempo con un voto del parlamento per aver disprezzato il Congresso impedendo la visione di documenti interni sullo scandalo ‘Fast and Furious’) ha dato lezioni a Michelle su come trattare i Repubblicani. In un comizio ha detto: “L’ex First Lady sostiene che ‘quando i Repubblicani scendono a un basso livello, noi dobbiamo rimanere a un livello alto’. No no no, Michelle. Quando loro, i repubblicani, volano bassi, noi li dobbiamo prendere a pedate”. E Chuck Schumer, dal seggio piu’ alto dei senatori DEM, e’ d’accordo con il tono di Holder . In settembre, prima di perdere la partita sul giudice Kavanaugh, aveva gia’ detto “per Kavanaugh non esiste la presunzione di innocenza”, che non e’ poco. E dopo la sconfitta ha dichiarato che la civilta’ sara’ ripristinata solo, e se, i DEM vincono le elezioni di medio termine.
La deputata nera afro-americana Maxine Waters era stata la prima, mesi fa, a benedire e a fomentare la lotta violenta, fisica, dopo che gruppi di militanti avevano assalito a parole la portavoce di Trump e la ministra della sicurezza mentre erano al ristorante. “Gia’ adesso ci sono membri del Governo che sono stati cacciati con insulti dai ristoranti e manifestanti che assediano le loro case e che dicono ‘no pace no sonno’, ” disse la Waters ad un comizio nell’esultanza del pubblico Democratico. ”Avanti cosi’. Se vediamo qualche membro dell’amministrazione in un ristorante, in un negozio, alla pompa della benzina, creiamo una folla, facciamo pressione, diciamo che non sono benvenuti, mai e da nessuna parte”, ha insistito.
Jackson Cosko, membro dello staff della deputata DEM texana Sheila Jackson, ha trovato un suo modo, criminale, per fare la guerra al GOP: rubare dati privati, telefonici e digitali, e gli indirizzi familiari, dei senatori repubblicani Lindsey Graham del Sud Carolina, e Mike Lee e Orrin Hatch dello Utah , e pubblicarli per istigare le teste calde ad assalire gli avversari politici. E’ stato smascherato ed e’ in galera. “Ho paura che alla fine ci sara’ un assassinio”, ha detto il senatore Rand Paul del GOP a una radio del Kentucky. “Io temo veramente che qualcuno sara’ ucciso, e quelli che stanno esagerando nei toni con le parole devono capire che sono responsabili se i discorsi si trasformano in violenza”. Il riferimento e’ diretto al senatore DEM nero Cory Booker, probabile candidato presidente, che aveva esortato i suoi fans qualche settimana fa “ad aggredire verbalmente certi parlamentari quando li incontrate”.
La ‘resistenza politica’ a Trump sta degenerando in guerriglia senza quartiere e cio’ sara’ di danno per i DEM alle urne. Come scrive Daniel Henninger sul WSJ: “Una cosa non cambia mai nella sinistra americana: va sempre troppo oltre”.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • peaeye

    16 Ottobre 2018 - 12:12

    Il Democrat Party e' diventato stalinista. Se ritorna al potere cominceranno le purghe.

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