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A Napoli

Video choc: baby rapinatori inseguiti e uccisi da una smart

L'incidente risale al 10 agosto, quando Leonardo Mirti, 30 anni, ha subito una rapita mentre era in macchina con la fidanzata. E' ancora sconvolto quando incrocia uno scooter e riconosce nei ragazzi i due rapinatori di poco prima. Si chiamano Emanuele Scarallo e Alessandro Riccio. Da qui comincia l'inseguimento lungo le strade di Posillipo, dal Parco Virgiliano a Palazzo Donn'Anna. 
Nelle immagini si vede l'auto, una smart, viaggiare a velocità folle dietro il motorino, che viene tallonato e infine sbalzato via in un terribile scontro. Scarallo e Riccio rimangono a terra senza vita.
 L'inchiesta della Procura, condotta dai carabinieri e dal magistrato Giovanni Mellilo, ha stabilito che Mirti abbia volontariamente inseguito i due, per fare giustizia. Il giudice delle indagini preliminari lo accusa invece di omicidio preterintenzionale. Lui, tramite i suoi legali, si difende sostenendo la tesi di omicidio colposo: avrebbe semplicemente perso il controllo dell'auto.

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Commenti all'articolo

  • oldpeterjazz

    oldpeterjazz

    04 Ottobre 2014 - 15:03

    Povero Leonardo Mirti. Hai fatto un'opera meritevole di medaglia al valore, ma questo sistema che protegge i delinquenti ti punirà. Certo se al posto tuo c'era un magistrato lui non avrebbe avuto bisogno di inseguire i rapinatori; lui avrebbe subito sparato (i magistrati sono armati) e nessuno avrebbe avuto niente da ridire: Legittima difesa. Povera Italia, che paese di m....

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