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Il saggio D'Onofrio: "Noi pensiamo, con un rimborso del c."

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"Io mi meraviglio della meraviglia delle persone che si chiedono che cosa facciamo. Noi pensiamo. Il pensiero è un'attività libera. Pensiamo!". Si innervosisce Francesco D'Onofrio, 74enne esponente Udc, ex ministro e professore emerito di Diritto pubblico all'Università La Sapienza di Roma, quando ospite di Mattino 24 su Radio24 il conduttore Alessandro Milan gli chiede un commento sulla propria attività: D'Onofrio, infatti, è uno dei 35 saggi designati dal premier Letta per studiare il piano di riforme, e secondo molti i frutti fin qui sarebbero miseri. "E' legittimo pensare o no", chiede D'Onofrio, "e siccome non siamo retribuiti possiamo pensare gratuitamente o no? Noi non prendiamo lo stipendio, soltanto un rimborso del cazzo!". Milan ribatte facendo notare che certi compiti spetterebbero al Parlamento... "Il Parlamento non è in grado di fare questo perché il Parlamento non è chiamato per pensare, è chiamato a decidere - sbotta l'emerito Udc -, vogliamo capire che c'è una differenza enorme o no? La Germania ha fatto i Laender nel corso dei secoli, non in 24 ore, è chiaro? Gli Stati uniti sono diventati un governo federale nel corso di 250 anni e non nel corso di 24 ore o 12 minuti, è chiaro? La Costituzione americana è stata fatta dopo una lunghissima convenzione costituzionale, fatta di pensiero. Vogliamo stabilire che c'è il pensiero o no? O dà fastidio la gente che pensa?".

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