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Ingroia: "Se perdo torno in Guatemala"

"Se, facendo gli scongiuri, non dovesse andare bene credo che alle Nazioni Unite e in Guatemala siano pronti a riaccogliermi". Mette le mani avanti, Antonio Ingroia commentando ai microfoni di Mattino 24 su Radio 24 le prospettive elettorali del movimento da lui fondato, Rivoluzione civile, di cui è candidato premier. L'ex pm di Palermo, da poche settimane investigatore anti-droga in Guatemala per conto dell'Onu, spiega: "Riprenderei un incarico legato ovviamente alla mia attività ma certamente fuori dal fuoco della polemica e dell'esposizione politico mediatica dell'Italia. Il magistrato in Italia? Riterrei del tutto inopportuno tornare a farlo subito e riterrei inopportuno tornare a farlo nello stesso ruolo rivestito in passato". Ingroia si è detto fiducioso di raggiungere il quorum: "I primi sondaggi ci hanno fatto schizzare al 4 -5 per cento. Questo mi fa essere molto ottimista. Ma mi fa essere molto ottimista soprattutto l'entusiasmo che percepisco attorno a me, sulla rete, la gente che incontro per strada". Ingroia ha poi parlato della possibile candidatura di esponenti espulsi dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo: "Non lo escludo, ci sono stati dei colloqui aperti. Con Favia si è parlato nei giorni scorsi. Ma il fatto che si parli e che ci sia una interlocuzione non significhi che si arrivi alla candidatura. Con il Movimento 5 Stelle - ha continuato Ingroia a Radio 24 - abbiamo in comune alcune battaglie e quindi è normale che possa esserci un momento di convergenza con chi dentro al movimento non c'è più".

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