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Forlino (Unaitalia): Filiera avicola 100% italiana, 9 mld l'anno

Ricerca Ipsos: consumo carni bianche +24% in 5 anni

14 Giugno 2018

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Roma, (askanews) - Le carni bianche sono sempre più presenti sulla tavola degli italiani. Una tendenza in atto da anni che le ha portate ad essere la principale fonte di proteine per il 54% dei nostri connazionali con un incremento dei consumi del 24% negli ultimi 5 anni. Tutto questo grazie a uno sforzo di innovazione, qualità e sostenibilità condotto da tutta la filiera che si contraddistingue per essere 100% italiana. In occasione dell'Assemblea di Unaitalia, l'Unione nazionale filiere agroalimentari delle carni e delle uova, Askanews ne ha parlato con il presidente Antonio Forlino.

"Il nostro settore è un settore che ha, a mio modo di vedere, un estrema importanza nei confronti della nutrizione per il popolo italiano. Noi consumiamo circa 20 kg procapite di carni bianche. Le carni bianche sappiamo essere una delle carni migliori dal punto di vista organolettico e quindi siamo estremamente attenti al valore nutrizionale e al benessere evidentemente dei nostri consumatori così come cerchiamo di essere altrettanto attenti al benessere degli animali perché dalla qualità della loro vita dipende anche la qualità degli alimenti che noi mangiamo. La sostenibilità è un aspetto al quale siamo molto attenti proprio perché sappiamo che gli allevamenti intesivi debbono essere inseriti comunque in un ambito territoriale ed essere rispettosi dell'ambiente che li circonda".

La crescita di questa filiera è stata evidenziata da una ricerca condotta da Ipsos e presentata dal presidente Nando Pagnoncelli. "Il settore avicolo vive una fase particolarmente positiva. La ricerca che abbiamo realizzato evidenzia che i giudizi da parte dei consumatori sono molto positivi. D'altra parte vediamo un cambiamento profondo anche nelle abitudini dei consumi. E' un settore che saputo interpretare un cambiamento profondo che la nostra società ha vissuto sensibilità crescenti, i temi della sostenibilità, i temi della salute. La crisi ha poi alimentato anche questa domanda forte di trovare un equilibrio tra qualità e prezzo".

Altro aspetto molto importante messo in rilievo dalla ricerca è l'italianità della filiera. Lo ha sottolineato lo stesso Forlino che ha anche fornito le cifre principali del settore. "Non dimenticherei comunque il fatto che la nostra è una filiera tutta italiana, che noi abbiamo la capacità di produzione addirittura superiore al fabbisogno interno e quindi andiamo in export, siamo in surplus produttivo, siamo l'unico settore zootecnico in surplus produttivo, che il nostro settore cuba un fatturato di circa 9 miliardi di euro e dà lavoro direttamente a circa 20mila addetti senza contare l'indotto. Il nostro surplus produttivo è di circa il 106% rispetto al fabbisogno interno quindi diciamo che se parliamo di 9 miliardi di fatturato, qualche centinaio di milioni di fatturato sono certamente destinati all'estero".

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