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Sempre più grezzo e biologico, così resiste lo zucchero italiano

Coprob, unico colosso rimasto, risponde ad apertura mercato Ue

11 Giugno 2018

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Bologna (askanews) - Dopo la liberalizzazione del mercato europeo dello zucchero, che ha portato a partire da settembre 2017 al crollo dei prezzi all'ingrosso, la filiera del settore saccarifero italiano reagisce portando sul mercato il primo zucchero grezzo di barbabietola mai prodotto e spingendo verso il biologico. Sono le risposte di Coprob, unica realtà significativa rimasta in Italia, che con un fatturato consolidato di 280 milioni di euro e un utile di 3 milioni dimostra di avere contenuto i danni, come evidenzia il presidente Claudio Gallerani, in occasione dell'assemblea generale.

"La cooperativa, nonostante le difficoltà di una riforma fuori controllo, ha portato un bilancio positivo. L'obiettivo per il 2018-2019 è continuare a crescere, soprattutto nel fare sistema, nell'efficienza di prodotto in campo e nella valorizzazione del Made in Italy in questo Patto per lo zucchero che vogliamo fare con l'agroindustria e la grande distribuzione".

Nel frattempo Coprob difende la produzione italiana di barbabietole, che oltre a essere fondamentale, attraverso la rotazione di colture, per la sostenibilità ambientale e economica di 5.500 imprese agricole dell'Emilia e del Veneto, dovrà essere sempre più valorizzata come suggerisce il sociologo Francesco Morace, presidente del Future Concept Lab.

"Lo scenario del futuro che ci aspetta è uno scenario in cui l'unicità dei territori sarà decisiva. Siamo abituati all'idea che la globalizzazione omologherà tutto, mangeremo tutti nello stesso modo. In realtà quello che sta avendo è sempre più sarà in futuro è proprio dare l'importanza al meglio di ciascun territorio".

Oltre allo zucchero grezzo e bilogico dietro l'angolo c'è anche la bieticoltura 4.0, che utilizza droni, meccatronica e le comunicazioni satellitari per aumentare la produttività e ridurre l'impatto ambientale, ma soprattutto c'è il coinvolgimento dell'industria dolciaria italiana. Solo infatti con un'importante produzione nazionale di zucchero, oggi pari a 300.000 tonnellate su 1,7 milioni di tonnellate consumate, l'Italia potrà mettere sul mercato prodotti dolciari davvero Made in Italy.

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