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Boscaini: spero no barriere ma preoccupa di più cultura anti-vino

Italia non può vivere solo di bollicine, rilanciare mostri sacri

31 Maggio 2018

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Milano, (askanews) - Sandro Boscaini, presidente di Federvini e della cantina agricola Masi, non nasconde preoccupazione per un rallentamento dell'economia mondiale, soprattutto per un'azienda in cui le esportazioni superano l'80%. "Non c'è dubbio che c'è preoccupazione, per fortuna è ancora a un livello di preoccupazione - ha detto Boscaini - Ci preoccupa di più una campagna anti-vino o anti-alcolica che generalizza tutto e non capisce che il vino prima di essere alcol è cultura, è il modo più semplice per trasferire le emozioni, il bello e il buono di un territorio. La competizione è molto forte nel mondo e ci auguriamo che per salvare alcuni prodotti a livello locale non si vogliano alzare barriere".

Tuttavia, osserva il presidente di Federvini, c'è qualche problema anche da noi: "Il vino italiano nella cifra globale naviga molto bene nel mondo, ma quando si spacchettano le cifre ci si rende conto che a navigare molto bene sono le bollicine, trainate dal fenomeno enorme del prosecco. Mentre i prodotti classici, che sono il 70% del vino italiano e sono i nomi famosi, tra cui l'Amarone e la Valpolicella che lo produce, ma anche il Chianti, il Brunello, il Barolo i vini piemontesi e siciliani specialmente rossi segnano un po' il passo e questo preoccupa un po'". "Non possiamo vivere di sole bollicine - ha concluso - dovremmmo approfittare di questo grande fenomeno per rilanciare anche i nostri mostri sacri".

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