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Biennale, Baratta: l'architettura è responsabilità verso il mondo

"Diamo gli strumenti per affrontare situazioni complesse"

31 Maggio 2018

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Venezia (askanews) - Da anni le Biennali di Venezia presiedute da Paolo Baratta hanno puntato sul ritorno del desiderio di arte, architettura e cultura in generale. Per la 16esima Biennale di architettura, però, si fa un ulteriore passo avanti, affinché il desiderio generi poi un reale miglioramento nella società.

"Il nostro mondo - ha spiegato Baratta ad askanews - ha bisogno di architettura, perché il nostro mondo ha bisogno di farci riconoscere come noi capaci di pensiero, noi capaci di affrontare situazioni complesse, noi capaci di esprimerci e ottenere delle risposte che possono arricchire enormemente la nostra società, al di là dei volumi, al di là delle cose fisiche".

Sotto il cielo di Venezia, la Biennale 2018, intitolata FREESPACE, prova a ripensare l'idea di spazio comune, all'insegna di un principio di libertà che al tempo stesso è anche l'opposto dell'assenza di responsabilità.

"Troppe volte - ha aggiunto un Baratta particolarmente ispirato - questo arroccarsi sull'egoismo semplice fa sì che lo spazio pubblico sia considerato spazio di nessuno, che l'arricchimento porta a una perdita di responsabilità verso il resto del sistema, verso il resto del mondo. Questo va superato".

Forse una mostra, seppure importante come la Biennale di Venezia, può fare fino a un certo punto. E' però indubbio che da qui, una volta di più, gli interventi di Baratta stimolano un dibattito che è tanto di alto profilo quanto centrale non solo per gli architetti.

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